alda merini - merini pagine 3-60.pdf  li o non ancora sollevati, sono stati evidenziati da...

Download Alda Merini - Merini pagine 3-60.pdf  li o non ancora sollevati, sono stati evidenziati da altri:

Post on 17-Feb-2019

219 views

Category:

Documents

0 download

Embed Size (px)

TRANSCRIPT

PICCOLA BIBLIOTHIKI 13

Riccardo Redivo

Alda Merini

Asterios EditoreTrieste

Dallorfismo alla canzoneIl percorso poetico (1947-2009)

Prefazione di Pino Roveredo

Prima edizione: novembre 2009

Asterios Editore un marchio editoriale di Servizi Editoriali srl

Via Donizetti, 3/a34133 Trieste

tel: 0403403342 - fax: 0406702007e-mail: info@asterios.it

www.asterios.it

I diritti di memorizzazione elettronica,di riproduzione e di adattamento totale o parziale

con qualsiasi mezzo sono riservati.

ISBN: 978-88-95146-32-4

Perch la pazzia, amici miei, non esiste. Esistesoltanto nei riflessi onirici del sonno e in quel ter-rore che abbiamo tutti, inveterato, di perdere lanostra ragione.

Il manicomio stato un formidabile punto diosservazione.

Scrivere e credere un modo come un altro permorire.

Il volume del canto minnamora:come vorrei io invadere la terracon i miei carmi e che tremasse tuttasotto la poesia della canzone.

Alda Merini

Indice

Prefazione di Pino Roveredo, 11Nota dellautore, 15Introduzione, 17

CAPITOLO I

Merini rifiutataArchivio Corti e incontro con la poetessa:

esperienze, riflessioni, apporti, 31 CAPITOLO II

Biografia, biografieBiografia, 40

Autobiografia, 46Cronologia, 54

CAPITOLO III

Il primo periodo, 59CAPITOLO IV

Il silenzio e il secondo periodo, 83CAPITOLO V

Il terzo periodo e loralit1. Un lento e sotterraneo procedere, 105

2. Loralit, 134Conclusioni, 157

GUIDA BIBLIOGRAFICAOpere di Alda Merini, 170

Articoli, interventi, presenze in antologie, 187Altri materiali meriniani, 200

Bibliografia critica, 209Sitografia, 233

Bibliografia generale, 234

Prefazione

Ho letto il corso, percorso, ricerca e lavoro di RiccardoRedivo, e ho infilato le sue righe dentro gli occhi del mionon sapere, guadagnando una conoscenza che ho infi-lato nella mia mente profana, e dentro una referenza dichi, nonostante i volumi scritti e pubblicati, consapevo-le di avere poca esperienza e nessun titolo letterario davantare.Ho letto il percorso di Redivo, concedendomi il piacere

di entrare nella vita di quella che io ritengo, per forzaemozionale, la pi grande poetessa, artista e musicistadella parola che io abbia mai incrociato, e cio, AldaMerini.

Innanzitutto, sin dalle prime righe, nato in me il dub-bio contradditorio del Ma se Alda Merini avesse vissu-to lanonimato della massaia, la tranquillit di un benes-sere nobiliare, o lansia della donna in carriera, ecco, noilettori ed estimatori della sua scrittura, avremmo potutogodere lo stesso della sua poesia? O per assurdo dobbia-mo ringraziare la sua sofferenza che ha poi partorito lamaestosit della sua opera?...Io, come la signora Merini, il manicomio lho conosciu-

to, vissuto, subito, ed era un manicomio con le mura alte,i portoni pesanti, le bastonate dellinfermiere, i farmacipotenti come un martello, e con tutte le infamit di chiesercita un mestiere e potere, scordandosi il cuore fuoridalla coscienza. In quel luogo tragico, ingiusto, orrendo,ho incontrato uninfinit di voci e scritture, e tutti indos-

ALDA MERINI12

savano langoscia stretta di Alda Merini. Cera chi scrive-va nel delirio, chi declamava poesie senza musica dai lettidi contenzione, chi ingiuriava lesistenza soffocato dentrole camicie di forza, e chi rinunciava al rammarico e almuscolo pisciandosi la vita addosso. S, perch in quelluogo senza Cristo e senza cielo, si entrava con lagitazio-ne della vita, e si usciva, se si usciva, con la tristezza dellamorte.Nel manicomio, o nella casa dei matti, sono passato io,

passata Alda Merini, e sono passati milioni e milioni diingiusti internamenti. Siamo passati ed abbiamo attra-versato la rivoluzione della Libert Terapeutica, qualcu-no cha ballato sopra, altri, tanti, troppi, hanno continua-to a frequentare la strada pesante dellindifferenza. Epassato anche Franco Basaglia, portandosi dietro duecolpe imperdonabili: quella di essere nato troppo tardi edi essere morto troppo presto.Un percorso, quello di Alda Merini, che Redivo raccon-

ta con grande rispetto, estrema educazione e sensibilit,toccando le tappe e gli inciampi del tragitto umano e arti-stico. Si racconta della Merini rifiutata, perch la suascrittura viene inizialmente giudicata di scarsa qualit oscarso interesse artistico in favore di una comunicabilitterapeutica utile alla poetessa ma non al lettore. Maiannotazione fu pi maldestra!Ma per fortuna il talento non simpara, perch un

dono della vita, spesso assegnato per una legge di com-pensazione a quelli che la vita, la devono sopportare colpeso dellingiustizia. No, il talento non sinventa, e losanno bene i vari Pasolini, Spagnoletti, Manganelli,David Turoldo, Giorgio Raboni, Salvatore Quasimodo,che per primi hanno avuto il piacere di sorprendersi gliocchi e lanimo, per quella scrittura trattata come ilmuscolo indispensabile per aggrapparsi alla vita.Scritture che iniziano con un premio ricevuto a soli diecianni da Maria Jos del Belgio, che la riconosce come lamiglior piccola poetessa italiana, gratificandola anche

PREFAZIONE 13

con un Libretto della Cassa di Risparmio di mille lire, eche poi continuano, respirano, e si mantengono con imorsi di una vita che si ribalta, si rialza, ribalta ancoraScritture di amori effimeri, mariti ingrati e distratti,

compagni veloci, che riempiono i fogli chiusi dentro leserrature che sorvegliano il divieto di vivere. Scrittureche attraversano i tempi e le correnti cantate e decantatedalle bocche buone dei critici, e che io qui non descrivo(lo fa molto bene Riccardo Redivo), perch io posso par-lare unicamente di emozione, emozioni Parlare di quel-la emozione, emozioni, che passano allincasso quandoconsumano le poesia della signora Alda Merini, questadonna che sembra avere una mano baciata da quel Dioche non riconosce, e che quando ti entra ti accende ilcuore, ti segna il brivido, ti scuote il pianto, ti sospende ilfiato, ti firma lumore, e ti ripulisce glangoli bui dellani-ma con la bellezza di un amore.

Pino Roveredo

Se mai scomparissipresa da morte snella,costruite per me

il pi completo canto della pace!

Ch, nel mondo, non seppiritrovarmi con lei, serena, un giorno.

Io non fui originatama balzai prepotentemente

dalle trame del buioper allacciarmi ad ogni confusione.

Se mai scomparissinon lasciatemi sola;blanditemi come folle!

Nota dellautore

Il presente lavoro ha avuto i suoi primi passi nella ricer-ca universitaria e, dopo ampliamenti, migliorie e corre-zioni approdato alla veste attuale. La sua gestazionelunga ha compromesso alcuni elementi che, da origina-li o non ancora sollevati, sono stati evidenziati da altri:ci un bene perch significa che qualcosa nei confrontidella poetessa milanese si sta muovendo. Naturalmente,oltre agli elementi noti, indicati con le molte citazioni, inquesta ricerca sono state evidenziate soprattutto le zonemeriniane non ancora espresse o poco segnalate.Esistono pochissimi libri che affrontino una seria ricer-

ca sullopera della poetessa (attualmente non pi di due);contribuire al moltiplicarsi degli studi un buon motivoper scrivere: pochi paletti fanno una via, e se si percorreuna strada non vedo perch non segnalarla. Questa gravemancanza aumenta se si tiene presente il grande succes-so (mediatico, editoriale, commerciale) che la poetessasta da un po di tempo a questa parte vivendo.Inoltre, mia volont mettere un po dordine nel

caso e nel mistero Merini, di cercare in questa figuraqualche costante, qualche punto certo o parzialmentecerto (e in questo una piccolissima garanzia la offrelAccademia bench asserisco che tutte le colpe e i pregisiano di chi scriva).Ad esaurire questi generali motivi ne lascio per ultimo

il pi importante, quello della mia ricerca nel pi ampiouniverso della poesia contemporanea italiana affinchpossa capire il presente e almeno avvicinarmi al futuroculturale di questa nazione. In fin dei conti un saggio cri-tico una prova damore; e il motore di questa ricerca il mio amore verso la poesia che, in questo momento sto-rico, sincarna in Alda Merini, una donna che ha amato

tanto e che tuttora tanto ama, senza forse ricevere ci cheha sempre dato e ancora da.

P.S. Durante la preparazione per la stampa del presentesaggio, Alda Merini deceduta. Mi parso giusto, neiconfronti della poetessa e nei confronti della mia ricerca,non toccare alcunch del testo e continuare a considera-re presente una figura che non dovrebbe morire. Inoltre,non interrompendo o modificando la stampa, mi per-metto di far di questopera lultimo libro su Alda Merinivivente e il primo su Alda Merini scomparsa.Gli unici dati da integrare sono nella biografia: la

poetessa deceduta il primo novembre del 2009, proprioil giorno dei Santi Giuliano Grittini mi disse il giornodopo: la Merini non cessa di scherzare nemmeno dopola morte.

ALDA MERINI16

Introduzione

Un ritratto esauriente della vita della poetessa milanese quasi impossibile. Difficile il reperimento dei dati bio-grafici come luoghi, tempi e nomi (rintracciabili solonelle poche e brevi introduzioni ai suoi libri); difficilediscernere, nelle dichiarazioni della stessa Merini, ciche veramente stato da ci che lei ha reinventato poichparla della propria vita come fosse leggenda. Da questomotivo, il mitizzare la propria vita, le proprie esperienzedistorcendone i fatti e la realt, deriva unaltra difficolt:separare la vita dallarte o larte dalla vita, per la poetes-sa dei Navigli, cosa del tutto impossibile. Lintera operameriniana autobiografica, e ci che nellarte dellaMerini cantato non si sottrae mai alla sua presenza, allesue esperienze, alle su

Recommended

View more >