La storia “tecnologica” della città di Torino

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La storia tecnologica della citt di Torino. Lezione del corso di Storia della Tecnologia 03/04/2005 Filippo Nieddu. Le origini. Torino nasce sotto Ottaviano Augusto nel 29 a.C., con il nome di Augusta Taurinorum - PowerPoint PPT Presentation

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  • La storia tecnologicadella citt di TorinoLezione del corso di Storia della Tecnologia 03/04/2005Filippo Nieddu

  • Le originiTorino nasce sotto Ottaviano Augusto nel 29 a.C., con il nome di Augusta TaurinorumLa pianta dellantica colonia seguiva lo schema tradizionale dellaccampamento romano

  • Il quadratoromanoLe mura circondavano uno spazio quadrato, le vie si incrociavano ad angolo rettoIl Cardo e il Decumano costituivano le due arterie principali della piantaAi due lati del Cardo si aprivano la Porta Principalis Sinistra (detta Palatina) e la Porta Principalis Dextera (detta Marmorea), ai due lati del Decumanus la Porta Praetoria e la Porta Decumana (detta Segusina).

  • Il MedioevoLo spostamento del primitivo cardo maximus posizionato tra le porte Palatina e Marmorea, correggendo lirregolarit della partizione romana, determina tra Medioevo e Rinascimento quattro quartieri di analoghe proporzioni cui sono attribuite funzioni amministrative che fungono da serbatoi di risorse umane ed economiche in varie occorrenze della comunit.Torino alla fine del Trecento

  • Il CinquecentoNel Cinquecento si ha la creazione dello Stato nazionale e della monarchia assolutaPrevale lidea di citt capitale; le ragioni dello Stato sono fatte coincidere con le ragioni del Principe e della volont del potere e caratterizzano anche la costruzione della struttura fisica della citt e del territorio.Torino tra Quattro e Cinquecento

  • Emanuele Filiberto eCarlo Emanuele IIl periodo dellultimo Cinquecento in Piemonte, soprattutto con Emanuele Filiberto (1553-1580), ma anche con Carlo Emanuele I (1580-1630) per la prima parte del suo ducato, segner una scelta prioritaria del potere centrale, nella direzione di fondare strategicamente e militarmente le strutture territoriali del ducato.Emanuele FilibertoCarlo Emanuele I

  • Le dimensioni della cittnel Cinquecento / 1La citt a met del Cinquecento aveva struttura ancora quasi quadrata.Sorgeva ancora dentro al perimetro dimpianto romano, con caratteri urbanistici prettamente medievali.Labitato era contenuto in unarea di circa seicento metri di lato con una popolazione di circa ventimila abitanti, priva di spiccati caratteri di centralit economica.Torino alla fine del Cinquecento

  • Le dimensioni della cittnel Cinquecento / 2Il tessuto urbanistico conservava ancora limpianto romano della castramentatio, i cui assi principali, il decumanus e il cardus, erano riconoscibili:nella contrada di Dora Grossa (attuale via Garibaldi) in un pi incerto tracciato corrispondente alle attuali vie San Tommaso e Porta Palatina.Torino nel 1618

  • I mutamenti negli assiNel Medioevo alle originarie porte romane si erano aggiunte altre porte secondarie correlate alla struttura funzionale della citt medievale.Ci caus la graduale degradazione della prevalenza antica del cardus maximus lungo lasse Nord-Sud.Lungo lasse Est-Ovest, invece, la citt aveva mantenuto fino allepoca moderna la prevalenza del decumanus, con una chiara priorit perch la strada si indirizzava senza soluzione di continuit sulla zona di comando della citt.Tale zona in periodo medievale si era collocata nel Castello (attuale piazza Madama), in corrispondenza della antica Porta Pretoria.

  • Il nuovo assetto politicoDopo il trattato di Cateau Cambresis (1559), nel quadro di un nuovo equilibrio politico tra Francia e Spagna, i Savoia consolidarono la propria posizione di neutralit.Si ebbe cos il ribaltamento del baricentro dei loro possedimenti dalle terre transalpine da cui traevano origine ai territori al di qua delle Alpi, nella direzione di nuovi spazi economici rivolti alla Pianura Padana.Furono quindi ragioni prevalentemente politiche di dimensione europea che indussero Emanuele Filiberto a scegliere Torino, tra le citt del proprio Stato, come sede in cui incentrare nuove funzioni amministrative e militari, con la decisione contemporanea di un nuovo ruolo territoriale per la citt.

  • La CittadellaLa cittadella (1564), al cui centro sorgeva il mastio che oggi un museo cittadino, rappresentava il sistema pi avanzato e perfezionato di difesa di tutto il mondo.Si trattava di un sistema costituito da una cinta muraria molto solida e forte, a forma di pentagono: un fiore architettonico, dalle punte irrobustite da spessi bastioni, che rese Torino forte e temibile.Nella raffigurazione la Cittadella in alto a sinistra

  • La prima espansionenel SeicentoIn seguito al crescere della popolazione, richiamata nella citt dalle possibilit di lavoro, e alla necessit di avere edifici adeguati alla dignit di una capitale, si rese indispensabile il primo ampliamento della cittadina rimasta immutata lungo tutto il corso del Medio Evo.La citt nuova, come fu chiamata allora, continu il reticolo a scacchiera del vecchio borgo, inaugurando per un sistema di isolati e vie di maggior ampiezza. Gli ampliamenti sei-settecenteschi

  • Ascanio VittozziIl rinnovo urbanistico ed architettonico della citt si attu con larrivo di Ascanio Vitozzi a Torino.Vitozzi fu a servizio del Duca a partire dal 1584.in questi anni si attuaronola ristrutturazione della citt vecchia, in particolare vicino al palazzo e alla piazza del Castello;lespansione verso meridione della citt, col taglio della Contrada Nuova e della Porta Nuova nella direzione assiale alla residenza extraurbana di Mirafiori.

  • Il nuovo PalazzoIl Palazzo Vecchio acquista un nuovo rapporto con il baricentro della citt con un nuovo affaccio e un nuovo rapporto con Piazza Castello e, oltre le mura, con il territorio.Il ribaltamento della facciata del nuovo palazzo Ducale costitu anche il ribaltamento dellarteria principale di Torino dal decumanus maximus ad unaltra via ortogonale alla prima, non lungo il cardus maximus, ma lungo un nuovo asse pi a Est parallelo al primo, attestato sul nuovo palazzo Ducale.Piazza Castello e Palazzo Madama

  • Le altre espansioni / 1Il taglio della Contrada Nuova meridionale fu deciso nel tessuto esistente della citt antica, lungo le zone mediane dei tre isolati di impianto medievale compresi tra la zona del Castello e le mura meridionali.Lampliamento meridionale

  • Le altreespansioni / 2La realizzazione della Contrada Nuova meridionale (1612-1615) e di quella occidentale (1619) fu attuata senza portici, in sintonia con gli intenti funzionali del progetto vitozziano per i collegamenti.Una tendenza tardo-rinascimentale voleva ancora la formazione di piazze tendenzialmente chiuse, cui erano riservate funzioni soprattutto di decoro urbano.Torino nel Settecento

  • Carlo diCastellamonteCarlo di Castellamonte (1560-1641) prese il posto di Vittozzi alla morte di questo, nel 1615.La prima zona dellampliamento urbanizzata e costruita fu quella prossima alla linea della fortificazione nuova e fu risolta con una divisione in grandi isolati rettangolari incardinati sullasse definito dal proseguimento della Contrada Nuova.Contemporaneamente si metteva in cantiere la ristrutturazione urbanistica della Piazza del Duomo.Il Palazzo Reale opera di Carlo di Castellamonte

  • Piazza san Carlo / 1Nel 1646 si stabiliva di edificare una Piazza Reale, lodierna Piazza S. Carlo.La piazza doveva costituirelo spazio pi importante dellingrandimento;lo specchio dellautorit e della continuit dinastica sabauda;piazza darmi per le parate dellesercito;luogo ideale per lubicazione di palazzi rappresentativi poich si sviluppava su un terreno completamente libero da vincoli.Piazza San Carlo

  • Piazza san Carlo / 2La piazza di geometria rettangolare, orientata nella direzione nord-sud, era delimitata nei lati settentrionale e meridionale rispettivamente da due isolati della citt quadrata e dai conventi di S. Carlo e S. CristinaI lati di levante e ponente, lunghi circa 150 metri erano di nuovo impianto e pensati da Carlo di Castellamonte.Sui due lati meridionali della piazza venivano edificate anche la chiesa di S. Carlo e S. Cristina.Il monumento a Emanuele Filiberto in piazza San Carlo

  • Le espansioni secentesche:la contrada di Po / 1Negli anni sessanta del Seicento si prosegu la fortificazione anche verso il Po incorporando nel territorio urbano la zona orientale.Veniva anche consolidata la strada di Po lungo il collegamento naturale tra la porta del Castello e il ponte, secondo un percorso obliquo rispetto alla rigida scacchiera ortogonale delle espansioni.La citt nuova di Po fu conclusa nel 1673.Gli ampliamenti sei-settecenteschi

  • Le espansioni secentesche:lampliamento occidentaleAltra direzione di espansione fu lingrandimento occidentale, fuori della porta Susina sul nuovo asse della Contrada del Carmine e nella direzione, lungo lo stradone di Rivoli.I lavori della nuova strada di Rivoli si effettuarono tra il 1711 e il 1712 sotto la direzione di Michelangelo Garove.Gli ampliamenti sei-settecenteschi

  • Le espansioni settecentesche:i quartieri militariPer la saldatura della citt vecchia con la nuova nellambito dellampliamento occidentale si edificarono le caserme, i quartieri militari di San Celso e di S. Daniele che si devono allarchitetto Filippo Juvarra, dal 1714 al servizio del Sovrano.Egli si occup della progettazione dellingresso ovest (Porta Susina) e la ristrutturazione del tessuto edilizio presso lingresso Nord (Porta Palazzo).Gli ampliamenti sei-settecenteschi

  • Le espansioni settecentesche:Filippo JuvarraJuvarra colloc la basilica di Superga sul proseguimento dellasse della Strada di Rivoli, definendo un collegamento tra la basilica e la reggia in costruzione.Era importante collegare i bastioni della fortificazione, e le porte in particolare, con la Cittadella, con il Palazzo Reale, con lArsenale, con le Piazze dArmi decentrate. Juvarra lavor collegando sullasse dei Quartieri Militari la nuova Piazza dArmi (Piazza Savoia).Nel corso del settecento vi fu la ristrutturazione della contrada Dora Grossa (1736) e vennero attuati alcuni interventi nella Contrada di Porta Palazzo.Nel corso di questi tre ampliamenti la popolazione era aumentata da 2000 a 94000 abitanti. La crescita urbanistica avvenne sotto la guida rigida di un potere abbastanza forte da imporre lapplicazione di piani di ampliamento.

  • Il periodo napoleonicoCon loccupazione francese (dal 1800 al 1814) fu decretato il totale abbattimento delle fortificazioni e delle mura.Fu creata una cintura di viali alberati attorno alla citt e costruito il Ponte di Pietra sul fiume Po. Nelle promenades publiques il verde divent una componente connessa e integrata con la struttura in espansione.Torino nel 1817 (isolati neri)

  • La Restaurazione / 1Durante il periodo della Restaurazione due furono le fasi di ristrutturazione:la prima durante il regno di Vittorio Emanuele I (1814-1821)la seconda durante il regno di Carlo Felice (1821-1831) che si protese con caratteri di analogia al regno di Carlo Alberto (1831-1848).Vittorio Emanuele I, Carlo Felice e Carlo Alberto

  • La Restaurazione / 2Realizzazioni principali:la Gran Madre di Dio, realizzata da Ferdinando Bonsignore (1827-1831)il progetto di Piazza Vittorio (chiamata in un primo tempo piazza Vittorio Emanuele);piazza Emanuele Filiberto (Gaetano Lombardi, 1819);il Ponte Mosca (Carlo Bernardo Mosca, 1823-28);la risistemazione della zona della Porta Nuova (1822 circa, Gaetano Lombardi).

  • La MoleAntonelliana / 1I lavori per la costruzione della Mole iniziarono nel 1863.L'edificio, il pi alto in muratura d'Europa (m 167), progettato dall'architetto Alessandro Antonelli (1798-1888), doveva ospitare all'origine un tempio israelitico.Acquistata nel 1878 dal Comune, che stanzi 40.000 lire di allora per il completamento della cuspide, la Mole fu terminata nel 1897, divenendo sede del Museo del Risorgimento.

  • La MoleAntonelliana / 2La struttura della cupola, interamente in mattoni, si sviluppa secondo una trama di nervature reticolari, capace di resistere a enormi sollecitazioni.Inizialmente sulla punta era posto un angelo, ma nel 1902 un nubifragio lo distrusse.Fu collocata una stella; di nuovo un forte uragano nel 1953 lo distrusse insieme a 47 metri di costruzione.I lavori di ripristino si conclusero il 31 gennaio 1961 con una nuova stella sulla vetta.

  • LOttocentoe la ferroviaDalla realizzazione delle prime linee ferroviarie (la prima, oltre Po, in direzione sud) la citt mutaLe ferrovie sono allo stesso elementi separatori e fattori di sviluppo urbanoTorino nel 1865 (isolati chiari e scuri)

  • Il NovecentoLe linee di sviluppo sono diverse, legate sia alla ferrovia sia allo sviluppo delle altre infrastrutture viarie.In nero, gli isolati al 1921; in chiaro, quelli al 1971

  • Riferimenti bibliografici essenzialiVera COMOLI MANDRACCI, Torino, Roma-Bari : Laterza, 1994

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