atalanta folle amore nostro

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Atalanta folle amore nostro

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  • Daniele Belotti

    Prefazione diGlenn Stromberg

  • Dedicato alla memoria dei tanti,

    troppi, amici che oggi

    non sono pi tra noi, in curva Nord,

    portati via da un destino crudele

  • Una curva, una fede. Io non sapevo che cosa volessedire una curva, calcisticamente parlando, prima divenire in Italia e a Bergamo.

    Adesso invece lo so benissimo. So che cosa vuol dire curva e,

    in particolare, Curva Nord: un insieme di persone che vogliono

    un bene immenso a una squadra e a una citt, che si sentono

    fieri di loro, che dedicano tempo, sentimento e denaro per

    lAtalanta e per Bergamo.Vorrei sempre vedere la Nord

    come nella semifinale di Coppa delle Coppe col Mali-

    nes nel 1988, o come nel 1992 in occasione della

    mia ultima partita a Bergamo contro il

    Torino in campionato.

    Per me sono due ricordi indelebili. La partita col

    Malines indimenticabile per il tifo corretto e

    sportivo, per latmosfera che cera quella

    sera: stata la pi grande emozione che

    abbia mai provato in uno stadio, una

    sensazione incredibile e molto positiva.

    Indimenticabile anche latmosfera in

    occasione della mia ultima gara al

    Comunale: una curva tutta per me, mi

    sembrava davvero di sognare.

    Durante i miei otto anni allAtalanta con i

    tifosi ho anche avuto delle divergenze, come

    accade in tutte le famiglie, ma quel giorno ho

    capito che per voi la persona e il giocatore

    Glenn Stromberg sono stati importanti. Non so

    se me lo meritavo, ma credo che quello che voi mi

    avete voluto far sapere sia stato qualcosa di

    particolarmente positivo per me. Vi ringrazio

    ancora per quel giorno. un ricordo che dentro

    di me vale quanto i campionati e le coppe europee

    che ho vinto altrove.

    Voglio vedervi sempre cos, uniti, positivi e orgogliosi

    della nostra Atalanta.Grazie

    CAPITANO GLENN

    PPrreeffaazziioonnee

  • Un amore. Anzi, un folle amore. questo che prova Bergamo per lAtalanta e inquesto ardente rapporto il fuoco della passione proprio la curva Nord. Una curva che per la Dea d tutto, talvolta anche in eccesso, come avviene quando

    lamore troppo grande. Da quel 12 dicembre 1971, quando quei temerari sette

    giovanissimi decisero di dare una svolta al modo di seguire ed incitare lAtalanta

    facendo cos nascere i Commandos, la mentalit ultras ha preso sempre pi piede a

    Bergamo, tanto da fare della Nord una delle curve pi rispettate e ammirate dItalia.

    Quanti sono i ragazzi che sono passati nel cuore del tifo atalantino in questi 33 anni?

    Venti, trenta, quarantamila? Chi lo pu dire, di certo una cosa certa: la Nord ha

    rappresentato e rappresenta tuttora il punto di maggiore aggregazione dei giovani

    della nostra provincia (escludendo strutture storiche come gli oratori).

    Non c altra realt che riesca a far ritrovare, luno accanto allaltro, adolescenti e padri

    di famiglia, disoccupati e professionisti, poveri e benestanti, laureati e ragazzi che non

    hanno neanche finito la scuola dellobbligo, militanti di sinistra e di destra. Tutti sotto

    ununica bandiera, quella nerazzurra, con lorgoglio, forte, di essere bergamaschi.

    Sicuramente della Nord e dei suoi supporters si parlato molto, troppo, in senso nega-

    tivo, enfatizzandone gli aspetti violenti, tanto da arrivare a definire Bergamo come la

    capitale della violenza. S, vero, non si pu certo dire che gli ultr nerazzurri siano

    degli angioletti, ma ci non significa che siano dei delinquenti.

    Anzi, nella curva atalantina, non ci sono disadattati o emarginati, come pi volte

    si detto e scritto, bens normalissimi ragazzi che lavorano (tanto!), studiano, e

    che vivono la loro fede per la Dea in modo intenso, smisurato.

    Certo, questo un aspetto difficile da comprendere per chi non conosce

    la mentalit ultr, ma va anche detto che lammirazione che gli ultr

    bergamaschi si sono conquistati sul campo nasce proprio dal loro

    rigido rispetto di quel codice non scritto che regola il mondo delle

    curve e che in primo luogo vieta luso di coltelli.

    Ed infatti, in tanti anni, mai gli atalantini sono balzati agli onori

    della cronaca nera per aver accoltellato un tifoso rivale.

    Questo libro non ha la pretesa di essere la storia ufficiale della Nord, ma semplicemente

    vuole raccontare le tante storie della curva, facendo rivivere un po di nostalgia a chi quei

    momenti li ha vissuti, e facendo conoscere, ai pi giovani, come si evoluto il modo di

    essere ultr dellAtalanta in questi ultimi trenta, e pi, anni.

    E per facilitare la lettura, spero veramente non noiosa di queste tante pagine, il libro

    riporta quasi mille fotografie, molte delle quali inedite e frutto di una ricerca durata due

    anni. Non mi resta che augurare a tutti una buona lettura, sperando di essere stato il pi

    obiettivo e preciso possibile.

    Prima, per, un ringraziamento particolare a Glenn Stromberg, per aver subito dato la

    sua disponibilit a scrivere la prefazione di questo libro.

    Con la Dea nel cuore

    IInnttrroodduuzziioonnee

  • Il campionato 1971/72 fa registrare il ritornodellAtalanta in serie A dopo due anni di pur-gatorio in B. I nerazzurri ci erano arrivati dopo glispareggi con il Bari e il Catanzaro che avevanoconcluso, insieme allAtalanta, la stagione tutte alsecondo posto a un solo punto di distacco dallacapolista.Negli scontri diretti la squadra bergamasca, alle-

    nata da Giulio Corsini, era uscitavittoriosa conquistandosi cos lapromozione nella massima serie(con il Bari la vittoria era arrivataa tavolino per linvasione dicampo dei tifosi pugliesi).Il nuovo campionato riconfermala formazione che ha riportato lasociet bergamasca in serie A:sono pochi gli innesti, ma traquesti si deve segnalare larrivo aBergamo di Ottavio Bianchi,strappato al Napoli.Con unet media di quasi 24anni la squadra nerazzurra la

    compagine pi giovane della serie A e conta tra lesue fila promesse del calibro di Giovanni Vavasso-ri (s, proprio il mitico Vava), Adelio Moro, Giu-seppe Doldi e Sergio Magistrelli, il bomber. Pro-prio questi quattro giocatori vengono convocati,per la prima volta, il 10 novembre, nella naziona-le under 21 per la partita contro la Francia che sidisputa al Comunale di Bergamo. In casa, davantial proprio pubblico Magistrelli gioca una partitamemorabile infilando tre volte la rete avversaria: lui il trascinatore del match. Il risultato finale sar

    8

    3 a 1 per gli azzurrini. Una bella soddisfazione peri giocatori atalantini che verranno riconfermati econvocati ancora con la maglia dellunder 21 perle partite di qualificazione della prima fase delcampionato europeo.La stagione per lAtalanta, invece, si apre con loscontro a Milano con i campioni dItalia in caricadellInter. Non poteva partire peggio visto cheMazzola e Boninsegna rimandano a casa la squa-dra di Corsini con due gol. Un risultato netto.La domenica successiva la volta dellesordio incasa: il pubblico bergamasco accoglie con entusia-smo la squadra.LAtalanta si rif battendo nientemeno che ilCagliari di Gigi Riva, la squadra che aveva vinto loscudetto nella stagione 1969/70. Riva, il terrore ditutte le difese, non risparmia nemmeno la porta diRigamonti, ma stavolta a chiudere lincontro cipensano Moro e Magistrelli. Per lAtalanta sono iprimi due punti in serie A.Quel pomeriggio al Comunale lAtalanta vinceanche al botteghino: record dincasso con 217milioni di lire. I biglietti sono tutti esauriti e suglispalti sono in venticinquemila per il debutto casa-lingo dellAtalanta. Una stagione partita alla gran-de visto che la promozione aveva gi fatto regi-strare il record di abbonati, oltre 9600.Un segnale, per, evidente: lo stadio ormai nonriesce pi a contenere tutti i tifosi. Il mese succes-sivo, esattamente il 19 ottobre, si d il via ai lavo-ri per il completamento della curva Nord (fino ad

    Di nuovo in serie A, salvezza tranquilla

    CAMPIONATO1971/72

    AAttaallaannttaa folle amore nostro

    INTER ATALANTA 2-0 0-1ATALANTA CAGLIARI 2-1 0-2JUVENTUS ATALANTA 1-0 0-0ATALANTA FIORENTINA 3-1 0-2MANTOVA ATALANTA 1-0 0-2ATALANTA L.R.VICENZA 1-3 0-1SAMPDORIA ATALANTA 1-0 0-0ATALANTA VARESE 1-0 1-0VERONA ATALANTA 1-2 0-0ATALANTA CATANZARO 1-0 1-1ATALANTA TORINO 0-0 0-1ROMA ATALANTA 1-0 1-1ATALANTA BOLOGNA 0-0 1-1MILAN ATALANTA 1-0 1-0NAPOLI ATALANTA 2-1 1-3

    R I S U L T A T I A R

  • annulla la rete per fuorigioco. A quel punto acca-de limprevedibile: su pressione dei giocatorimilanisti il direttore di gara va a consultare il guar-dialinee e decide di convalidare il gol. I giocatorinerazzurri insorgono e se la prendono con larbi-tro. Il girone di ritorno inizia con una bella vitto-ria sullInter al Comunale. Il marcatore della par-tita Adelio Moro mentre il salvatore il portiere

    Rigamonti che nel finale para limpos-sibile su due tiri di Facchetti e Bonin-segna. Solo qualche giorno dopo,Rigamonti protagonista di uno spa-ventoso incidente stradale. Il 7 feb-braio, alla vigilia della partita con ilCagliari, il portiere dellAtalanta, a bor-do della sua Fulvia Coup, perde ilcontrollo e si scontra frontalmente conunaltra vettura. Le sue condizioni appaiono subitopreoccupanti: trasportato in ospedaledovr subire anche unoperazione. Sela caver con una prognosi di quaran-ta giorni, ma intanto il suo campiona-to finito. Prende il suo posto Pianta.

    Il campionato dellAtalanta procede tra alti e bas-si, ma a cinque giornate dalla fine, la squadra quasi al sicuro. La squadra di Corsini finisce la sta-gione in casa contro il Napoli. Ed festa grande a Bergamo: i tifosi invadono ilcampo da gioco con le bandiere nerazzurre perdare la caccia alle maglie dei giocatori. Il campionato 1971/7