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  • PRINCIPIO DI PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA LE INDICAZIONI CONTENUTE NEI PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI

    Alcuni esempi di declinazione applicativa del principio di sostanza economica presente negli attuali OIC sono rappresentati: Ø  dalla disciplina della cancellazione dei crediti dal bilancio contenuta nell’OIC 15 “Crediti”,

    dove si segue un approccio basato sui rischi analogo a quello previsto dagli IAS/IFRS; Ø  dalle indicazioni sulla rilevazione inziale in bilancio contenuta nell’OIC 13 “Rimanenze” e

    nell’OIC 16 “Immobilizzazioni materiali”;

    Ø  dalle previsioni dell’OIC 23 “Lavori in corso su ordinazione” relativamente alla segmentazione di una commessa in più fasi o al raggruppamento di più commesse. Il principio fornisce specifiche indicazioni su quando si debbano segmentare o raggruppare le commesse ai fini di un appropriato trattamento contabile delle stesse.

  • La dottrina prevalente, avvalendosi di una interpretazione estensiva della formula introdotta, ha ritenuto che il principio della funzione economica vada inteso come un richiamo al principio della prevalenza della sostanza sulla forma (nei limiti e con le modalità previste dal legislatore).

    E’ dalle scelte del legislatore che si ricava la volontà di introdurre questo principio. In taluni casi il legislatore ha previsto l’applicazione del principio della sostanza economica a livello di schemi bilancio (ad es. vendita con obbligo di retrocessione) in altri casi invece con riferimento alla nota integrativa (ad es. leasing).

    LA DOTTRINA CIRCA IL SIGNIFICATO DI “FUNZIONE ECONOMICA” PREVISTA DAL PREVIGENTE ART. 2423-BIS, 1) C.C.

  • Riprendendo il tema della declinazione applicativa del principio da parte del legislatore, altra dottrina ha osservato “che il principio assolve più un ruolo metodologico, rivolto in via principale allo standard setter in sede di emanazione di un principio contabile o di una interpretazione.

    La funzione di "bussola" che il principio verrebbe ad assolvere nella normazione tecnica della prassi contabile interesserà il soggetto che predispone il bilancio allorché, stante l'assenza di un principio contabile o di una interpretazione specifica, sia chiamato ad identificare un trattamento contabile … per la fattispecie riposta al suo esame.”

    LA DOTTRINA CIRCA IL SIGNIFICATO DI “FUNZIONE ECONOMICA” PREVISTA DAL PREVIGENTE ART. 2423-BIS, 1) C.C.

  • LA COMPOSIZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE: LE MODIFICHE INTRODOTTE NELLO SCHEMA DI STATO PATRIMONIALE DI CUI ALL’ART. 2424 C.C.

    Il comma 4, art. 6, D.Lgs. 139/2015 modifica le disposizioni dell’art. 2424 in ordine al contenuto dello Stato Patrimoniale al fine di recepire gli effetti sulle voci dello Stato Patrimoniale derivanti dalla nuova disciplina: •  sugli strumenti finanziari derivati; •  sulle azioni proprie; •  sulla capitalizzazione dei costi di sviluppo; •  sull’introduzione di specifiche voci di dettaglio relative ai rapporti intercorsi con imprese

    sottoposte al controllo delle controllanti (c.d. imprese sorelle); •  sull’introduzione nel patrimonio netto di una specifica voce riservata alla “Riserva per

    operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi”; •  sull’eliminazione della voce disaggi/aggi su prestiti. Inoltre la lettera n) comma 4 dell’art. 6, D. Lgs. 139/2015 elimina le disposizioni relative ai conti d’ordine, la cui informativa, ai sensi della Direttiva, deve essere ora fornita nella Nota Integrativa.

  • SCHEMI DI BILANCIO: STATO PATRIMONIALE

    Tenendo conto delle sopra accennate novità, lo stato patrimoniale del bilancio in forma ordinaria presenta la seguente struttura:

  • SCHEMI DI BILANCIO: STATO PATRIMONIALE

  • IL TRATTAMENTO CONTABILE DEI DERIVATI E DELLE OPERAZIONI DI COPERTURA

    Il D.Lgs. 139/2015, nel recepire la direttiva 34, ha inserito, negli artt. 2424 e 2425 c.c., le voci:

  • CAMBIAMENTO NEI CRITERI DI VALUTAZIONE: STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI

    La nuova norma Il nuovo n. 11-bis dell’art. 2426 c.c. dispone che “gli strumenti finanziari derivati, anche se incorporati in altri strumenti finanziari, sono iscritti al fair value». Il Legislatore rende obbligatoria la misurazione dei derivati in base al fair value con imputazione delle variazioni di fair value al conto economico, a meno che i derivati siano di copertura. L’obbligo di misurare a FV i derivati esiste già attualmente. Dal 2016 gli impatti sono rilevati a CE, a meno che si tratti di coperture dei rischi finanziari. Le variazioni del fair value sono imputate al conto economico oppure, se lo strumento copre il rischio di variazione dei flussi finanziari attesi di un altro strumento finanziario o di un’operazione programmata, direttamente ad una riserva positiva o negativa di patrimonio netto (cash flow hedge), oppure se copre il rischio di variazione di fair value (FV hedge) a rettifica del valore contabile dell’operazione coperta.

  • CAMBIAMENTI NEI CRITERI DI MUSURAIZONE DELLE VOCI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI

    Il tema dei derivati comporta diverse problematiche: -  Le valutazioni a FV -  Gli impatti al conto economico 2016 e successivi -  Le coperture dei rischi finanziari -  La predisposizione della documentazione della correlazione tra strumento derivato e

    operazione sottostante attraverso i test di efficacia -  L’individuazione e lo scorporo dei derivati incorporati

  • CAMBIAMENTI NEI CRITERI DI MISURAZIONE E CLASSIFICAZIONE DELLE VOCI AZIONI PROPRIE

    Aspetti contabili Il D.Lgs. 139/2015 allineando il trattamento contabile della fattispecie alla prassi internazionale: •  non consente l’iscrizione nell’attivo dello Stato patrimoniale delle azioni proprie; •  stabilisce che “l’acquisto di azioni proprie comporta una riduzione del patrimonio netto di

    eguale importo, tramite l’iscrizione nel passivo del bilancio di una specifica voce, con segno negativo”. (A. X) – Riserva per operazioni proprie in portafoglio).

    Modifiche agli schemi di bilancio Per recepire gli effetti sulle voci di bilancio derivanti dalla nuova disciplina, è stato modificato lo schema di Stato patrimoniale: •  eliminando le specifiche voci dell’attivo destinate ad accogliere le azioni proprie (B.III.4 e

    C.III.5); •  eliminando la voce A.VI ed inserendo la voce “A.X – Riserva negativa per azioni proprie in

    portafoglio”

  • Transizione: aspetti contabili Le azioni proprie iscritte nell’attivo sono cancellate ed iscritte in una riserva negativa, da classificare alla voce “A. X) – Riserva per azioni proprie in portafoglio” prevista dal nuovo schema di stato patrimoniale. Con riferimento alla precedente riserva per azioni proprie costituita ai sensi del comma 3 dell’art. 2427-ter c.c. si ritiene che debba essere liberata. E’ stato infatti abrogato il vecchio comma 3 dell’art 2357-ter c.c. che richiedeva l’iscrizione e il mantenimento in bilancio della riserva azioni proprie finché le stesse non fossero state trasferite o annullate. Criticità: ripristino di passate svalutazioni. Se in passato erano state apportate svalutazioni per perdite durevoli di valore sulle azioni proprie in portafoglio, e, successivamente all’iscrizione iniziale della riserva negativa vengono meno i motivi che avevano indotto la svalutazione, non è possibile effettuare il ripristino di valore.

    CAMBIAMENTI NEI CRITERI DI MISURAZIONE E CLASSIFICAZIONE DELLE VOCI AZIONI PROPRIE

  • Criticità: dati comparativi Nel bilancio 2016 si porrà il tema di come adattare i dati comparativi. E’ preferibile adattare i dati dell’esercizio precedente eliminando dall’attivo le azioni proprie ed esponendole a diminuzione del patrimonio netto nell’apposita riserva. In questo caso, il totale del patrimonio netto non corrisponderà al totale del patrimonio netto pubblicato nel bilancio dell’esercizio 2015. Si ritiene tuttavia opportuno, ricordare nelle note al bilancio che si tratta di un semplice “adattamento delle voci dell’esercizio precedente”. Si ricorda che il comma 5 dell’articolo 2423- ter c.c. dispone che se le voci non sono comparabili, quelle relative all’esercizio precedente devono essere adattate. La non comparabilità e l’adattamento o l’impossibilità devono essere segnalati e commentati nella nota integrativa.

    CAMBIAMENTI NEI CRITERI DI MISURAZIONE E CLASSIFICAZIONE DELLE VOCI AZIONI PROPRIE

  • CAMBIAMENTI NEI CRITERI DI MISURAZIONE E CLASSIFICAZIONE DELLE VOCI COSTI DI RICERCA E SPESE DI PUBBLICITÀ NON PIÙ CAPITALIZZATI

    Aspetti contabili Il D.Lgs. 139/2015 allineando il trattamento contabile della fattispecie alla prassi internazionale: •  non consente l’iscrizione nell’attivo dello Stato patrimoniale dei costi di ricerca e pubblicità che

    l’OIC 24 consentiva di capitalizzare; •  I costi in esame costituiranno, quindi, costi di periodo e dovranno essere rilevati a Conto

    economico nell’esercizio del loro sostenimento. Coerentemente è stato eliminato il richiamo ai costi di ricerca e pubblicità: •  Nella norma che disciplina attualmente le condizioni per la capitalizzazione e i criteri di

    ammortamento degli oneri pluriennali ( art. 2426, comma 1, n. 5 c.c.); •  Nella disposizione che richiede di indicare in Nota integrativa l

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