pensieri dal cuore

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Pensieri dal cuore. Papa Francesco.

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  • Pensieri dal cuoreJorge Bergoglio (Papa Francesco)

    ISBN: 9788821585289

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    su Mediaworld

    il 30 novembre 2013 20:05

    Codice Transazione BookRepublic:2013000215005303

    Numero Ordine Libreria: 1003893

    Copyright 2013 San Paolo Edizioni

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  • Francesco dAssisi per meluomo della povert, luomo della pace,

    luomo che ama il creato. luomo che ci d questo spirito di pace

    luomo povero Ah, come vorreiuna Chiesa povera e per i poveri.

  • PAPA FRANCESCO

    PENSIERI DAL CUORE

    A cura di GIULIANO VIGINI

  • Foto di copertina:Alessandra Benedetti/Corbis

    EDIZIONI SAN PAOLO s.r.l., 2013Piazza Soncino, 5 - 20092 Cinisello Balsamo (Milano)www.edizionisanpaolo.it

    Prima edizione digitale settembre 2013

    Questopera protetta dalla Legge sul diritto dautore. vietata ogni duplicazione, anche parziale, non autorizzata.

    ISBN edizione epub 978-88-215-8528-9ISBN edizione mobi 978-88-215-8529-6

  • INDICE

    Prefazione di Giuliano Vigini

    PENSIERI DAL CUORE

    Cronologia essenziale della vita

    Indici delle voci

  • PREFAZIONE

    Le folle che accorrono numerose agli incontri con Papa Francesco sono un segno visibile che lasua figura non solo continua ad attirare, ma che, conquistando e coinvolgendo, entra sempre pi neicuori. Egli diventato in un certo senso il nuovo parroco del mondo che, con le sue parole e i suoigesti, col suo modo di esprimersi, di porgere la parola e di sorridere, ha tracciato un solco profondo,creando un ponte nuovo di comunicazione tra s e la gente, tra sacerdoti e laici, tra credenti e non.

    Quello che fin dallinizio del suo pontificato ha colpito in lui, come tratto inconfondibile della suafisionomia umana e spirituale, non stata soltanto la spontaneit, la naturalezza, il garbo e lacordialit che ha manifestato verso tutti e che subito ha suscitato un moto spontaneo di simpatia,fiducia e speranza. Ha colpito ancora di pi la sua libert, interiore ed esteriore, cio aliena da tuttoci che superfluo o secondario, ingombrante e perfino condizionante rispetto alla sostanza dellecose che contano e che egli si impegna a far emergere. La stessa semplificazione da lui voluta negliabiti personali, cos come nei rituali di curia, essenzialmente da interpretare come espressione diquesto assoluto bisogno di libert. Il fatto poi che abbia scelto Santa Marta come sua casa,anzich la residenza nel Palazzo apostolico, e come sua chiesa parrocchiale, per le messe e omeliegiornaliere, un ulteriore segno a suo modo anchesso rivoluzionario , non solo di distaccodallufficialit delle convenzioni, ma di una forte volont da parte sua di colloquio, incontro,amicizia: tutte esigenze spontanee quanto necessarie per luomo e il vescovo di Roma Francesco.

    In realt, il fascino di Papa Francesco nasce dalla congiunzione di questi due aspetti: da un lato,limmagine di s che egli incarna e comunica come stile umano e pastorale; dallaltro, lidea diChiesa che trasmette come comunit damore e di servizio. Le sue catechesi sono esattamente ilconnubio di queste due realt. Esse colpiscono, non perch egli dica cose eclatanti o nuove, maperch fa teologia parlando al cuore, semplicemente agganciando il vangelo alle grandi o piccolerealt quotidiane, con le parole semplici del buon senso e della vita.

    Questi tratti della sua personalit sono ormai ben chiari e si manifestano ogni volta che parla eappare in pubblico. Anche la parola scritta riflette questo suo modo dessere, con la sola differenzache essa non pu far risuonare il timbro della sua voce, affabile come una carezza, e quindi non putradurre fino in fondo il calore del suo cuore che parla al cuore (cor ad cor loquitur). Maugualmente riesce a farlo percepire, perch chi legge avverte lafflato che c nel pastore che amalodore delle pecore come solito dire il Papa e che vuole perci mescolarsi ad esse,guidandole verso Ges, il Pastore supremo (1Pt 5,4).

    Queste immagini bibliche della pecora e del gregge non sono casuali. Esse acquistano, nella

  • parola di Papa Francesco, un significato e una forza particolari, perch rappresentano lorizzonte e ilcammino stesso della Chiesa che egli vuol modellare: ossia la Chiesa che condivide, sostiene, esortae guida a non avere paura, anche quando si schiacciati dalle sofferenze e dalle prove, lusingatidalle tentazioni o minacciati dai lupi rapaci (At 20,29) dei falsi profeti e dei falsi maestri delmondo. Perch il Signore diversamente da quanti abbandonano le pecore al loro destino (cfr. Ger50,6; Ez 34,4) veglia sul suo gregge e lo protegge, cos come devono fare i pastori (At 20,28) chehanno avuto in cura il loro particolare gregge e per il quale devono essere modello di vita (1Pt 5,2-3). Naturalmente, il buon pastore non si cura soltanto della comunit cristiana che gli stataaffidata, ma va incontro anche a coloro che si sono perduti, come insegna la parabola della pecorasmarrita (Mt 18,12-14; Lc 15,3-7). Per il pastore, infatti, non sono importanti soltanto le novantanovepecore rimaste; il suo instancabile impegno anche verso quella pecora che si perduta e va riunitanellunit e nella gioia di tutto quanto il gregge. Seguendo il modello di Ges buon pastore (Gv10,11.14) e, al tempo stesso, porta delle pecore (Gv 10,7.9) , il Papa appunto in prima fila inquesto nuovo slancio pastorale di comunione e di servizio.

    I pensieri raccolti in questa silloge dei suoi scritti e ordinati tematicamente sono frammenti di unpensiero, di una spiritualit e di un cammino di Chiesa che si va nitidamente delineando, nel sensoche qui si possono gi intravedere le linee direttrici della visione ecclesiale, dello stile pastorale,del timbro oratorio di Papa Francesco. Del resto, la stessa scelta del nome, nel suo direttoriferimento al santo di Assisi, era gi di per s una precisa indicazione di rotta. Ispirarsi a Francescovoleva dire per usare le parole del Papa uscire da se stessi e andare per le strade, verso leperiferie dellesistenza, dove si incontra il Signore che soffre nei poveri e negli emarginati, madove si attraversano anche i deserti delle anime sole, abbandonate, che hanno perso la speranza,avendo perso lamore che d respiro alla vita. Sono questi i luoghi, lontani o vicini, dove il Papavorr essere e soprattutto dove innalzando la croce di Cristo come emblema di sacrificio e amore vorr portare la misericordia e la tenerezza di un Padre che attira a s per avvolgere tutti in unimmenso abbraccio. Per far sentire da vicino che nessuno solo, perch Cristo, traguardo e via dellasperanza, sempre presente in questa Chiesa che cammina verso luomo.

    In questa prospettiva, stella polare del suo orizzonte apostolico, Papa Francesco si appresta adiventare per il mondo il Papa missionario che gi per la Chiesa di Roma, che presiede nellacarit tutte le altre Chiese. Nello spirito dellAnno della fede, questo sembra essere lannuncio e latestimonianza prioritaria da portare alle genti: quelle pi lontane e quelle pi vicine, nei Paesi diantiche radici cristiane che hanno smarrito, nelloblio, nellindifferenza o nellopacit della fede,anche il senso del loro cammino nella vita. Lo stesso richiamo ai cristiani tiepidi, inamidati, dasalotto, che parlano di Dio prendendo il t, che non conoscono cio la fatica e la gioia di una fedevissuta in modo profondo e in mezzo alla gente, per ciascuno un forte invito a rinnovarsi nel cuore e

  • ad affrontare ogni giorno le sfide della fede.Con la semplicit e lessenzialit di parole e di concetti che come si detto gli sono proprie, il

    Papa vuol innanzitutto indicare che il centro di tutto Ges Cristo. Perch se si smarrisce questocentro che Lui, si perdono anche tutti gli altri riferimenti della strada. Perci, lobiettivo non soltanto quello di avvicinare coloro che sono lontani da Dio e dalla Chiesa per manifestar loro neifatti la bellezza e la gioia di credere in un Dio che si fatto uomo per il bene e la salvezza di tutti, maanche di rinvigorire la fede dei battezzati, perch ritrovino il gusto dellincontro personale con Cristoe lo slancio missionario di annunciarlo, partecipi attivi di una Chiesa che vuol uscire dalle mura permettersi in cammino.

    Come scriveva il card. Bergoglio nella lettera alla sua arcidiocesi (1 ottobre 2012) in occasionedellindizione dellAnno della fede, ci sono per tante porte chiuse da aprire prima di varcare lasoglia della fede. Sono le porte del cuore, che chiudono luomo in se stesso e servonometaforicamente a rappresentare tutto ci che pu diventare barriera, sia nei rapporti personali, sia inrelazione allannuncio cristiano, che resta fuori sulla soglia se trova sbarrate le porte. Questo allorail primo camminare al quale Papa Francesco invita: un viaggio interiore, per capire come aprire ilcuore e come imparare a scoprire che, fuori di noi stessi, ci sono nuovi e pi estesi orizzonti verso iquali indirizzare la propria vita per costruire un futuro di speranza.

    La fede un dono di grazia, ma anche una vetta che si conquista giorno per giorno. In questosalire che dura tutta la vita, si come ricordava Benedetto XVI tutti insieme in cordata. Non si soli a scalare; si aiutati a farlo nella Chiesa e con la Chiesa, nella fraternit della verit e dellacarit, per ritrovarsi tutti uniti un giorno sulla cima. Varcare la soglia della fede significainnanzitutto recuperare questa consapevolezza, abbandonando ogni resistenza; riconoscere i falsisentieri che conducono lontano dalla meta, ritrovando la strada maestra di quellamoremisericordioso di Dio che la pi solida garanzia del camminare sicuri verso ogni traguardo,religi