noi voi l'arte

Download NOI VOI L'ARTE

Post on 18-Mar-2016

217 views

Category:

Documents

2 download

Embed Size (px)

DESCRIPTION

manuale di tecniche pittoriche prodotta dalla 4 C/B del dipartimento di Discipline Pittoriche dell'I.S.S.I.A. NANI-BOCCIONI di Verona, anno scolastico 2011/2012

TRANSCRIPT

  • 1NOIVOI

    LARTE

  • a Sergio

  • NOIVOILARTE

    Classe IV C/B DECORAZIONE PITTORICAI.S.S.I.A. NANI-BOCCIONI

    anno scolastico 2011/2012

  • indice

    -INTRODUZIONE 9

    -STRUMENTI 11

    -TECNICHE 12

    -IL DISEGNO 15

    -LE TECNICHE 23

    -LA TEORIA DEL COLORE 33

    -I CONTRASTI CROMATICI E LE ARMONIE 43

    -CONCLUSIONE 48

  • 9INTRODUZIONE

    IL DISEGNOLimmagine ottenuta attraverso un tracciato di linee o tratti prende il nome di disegno. A questo vengono spesso aggiunte parti chiaroscurali o colori e lumeg-giature. Si pu dire che la capacit nel disegno sia un dono innato ma possibile comunque apprenderne le basi. Questo manuale ha la funzione di introdurne e illustrarne le tecniche al principiante disegnatore. LE TECNICHE DEL DISEGNO NELLA STORIALuomo ha praticato lattivit del disegno fin dalla prei-storia utilizzando ogni materiale disponibile: pietre, car-bone, impronte, creta, ecc... Le prime tecniche adot-tate furono abbastanza intuitive per luomo: il graffito, realizzato per incisione, il disegno chiaroscurato e lap-posizione di segni. GLI STRUMENTI PER IL DISEGNOEsistono numerosi strumenti per disegnare, ognuno dei quali possiede particolari caratteristiche per ottene-re tipologie di segni e tratti diversi. Le tecniche grafiche vengono praticate in gran parte dei casi su supporti cartacei, ossia su carte e cartoni di vario genere.La grafite: un minerale grigio scuro, tenero ed untuo-so, con cui si preparano mine generalmente rivestite in legno (matite), usate per scrivere e disegnare. Esse sono classificate secondo il grado di durezza e morbi-dezza, indicato da una lettera e un numero. Le mine pi dure verranno indicate con la lettera H, quelle pi morbide con la lettera B.Il carboncino: esistono diversi tipi di carboncino. La fussaggine o carbonella consiste in rametti di le-

    gno carbonizzati. Sono molto morbidi e il loro segno si cancella facilmente. Il carboncino pressato consiste in blocchetti quadrangolari. Le matite di carboncino sono caratterizzate invece da un cilindro di carboncino inserito in un rivestimento di legno. Vengono anchesse classificate in base alla durezza e la morbidezza.La sanguigna: un composto ferruginoso e rossastro reperibile sia in blocchetti sia in matite.I pastelli: consistono in bastoncini di pigmento o cre-ta generalmente rivestiti in legno di forma cilindrica e allungata che variano da pastelli morbidi a pastelli acquerellabili. Altro genere di pastelli sono i pastelli ad olio, di forma cilindrica e, come suggerisce il nome, hanno come ag-glomerante lolio. Le penne: sono svariati i tipi di penne e pennino, che possono tracciare segni dallo spessore variabile. Sono a base di inchiostro. I supporti pi adatti per lavorare con questi strumenti devono essere ruvidi e porosi a sufficienza per poter trattenere le particelle di questi materiali. Generalmen-te sono supporti cartacei.

  • 10

    LA PITTURALa pittura larte di applicare i colori in modo da ripro-durre con la massima efficacia le cose reali esistenti in natura ovvero una libera associazione di forme, su una superficie.Il disegno rappresentava il momento ideativo - creativo in cui lartista, prima o durante la realizzazione, con-cepiva limmagine grafica dellopera stessa: il disegno era quindi importante non solo come momento ideativo ma anche e soprattutto come strumento di diffusione e circolazione, delle composizioni iconografiche e delle idee trasmesse da maestro ad allievo. Il concetto di disegno venne particolarmente considerato ed appro-fondito durante il Rinascimento dove era considerato un importante strumento conoscitivo per lindagine del-la natura. La pittura si differenzia sia dal disegno, che in genere non fa uso dei colori, sia dalla scultura, che ha come carattere fondamentale lo sviluppo su tre dimensioni. Per rappresentare la tridimensionalit, la pittura deve invece ricorrere alla resa del colore, le variazioni di tono, lo studio di luci ed ombre, lillusione di spazi natu-ralistici, la ricchezza della tecnica (con smalti, impasti, velature). Nelle civilt pi antiche non esisteva ancora laccento su tali questioni, per cui si ebbero produzioni anche di grande raffinatezza, ma definibili solo come disegno colorato (si pensi ad esempio allarte egizia-na). Questi problemi poterono dirsi risolti solo dallar-te greca in poi, a partire dal V secolo a.C. con pieno sviluppo documentabile in tutto il IV secolo a.C. e da allora entrarono a far parte della cultura mediterranea e europea con alterne vicende.

    TECNICHE PITTORICHEEsistono molti tipi di tecniche pittoriche, che si dif-ferenziano sia per i materiali e gli strumenti usa-ti sia per le superfici sulle quali eseguita lopera. Le prime superfici sulle quali luomo realizz primitive forme darte pittorica, geometrica e figurativa, furono le pareti di una caverna oppure di una casa o di un tempio. Nel Medioevo il supporto preferito dai pitto-

    ri era la tavola di legno, per poi passare con il tem-po alla tela, con la quale si ovvi al problema del peso e della relativa instabilit del pannello ligneo. Altri supporti possono essere: la carta, il metallo, il vetro, la seta, una parete e qualunque altra super-ficie in grado di mantenere in modo permanente il colore; infatti una eventuale degradazione del di-pinto in un lasso di tempo breve costituirebbe, pi che unopera pittorica, una performance artistica. In relazione al tipo di supporto si ha la pittura su tavola, su tela, la pittura murale o quella vascolare; riguardo al tipo di colori si pu avere invece la pittura ad acquerel-lo, a encausto, a olio, a tempera.

    STORIA DELLA PITTURALa pittura nasce alle origini dellumanit. Allinizio pre-senta un carattere magico - religioso: i cacciatori del paleolitico dipingevano allinterno delle caverne per propiziarsi la caccia. Anche le pitture nelle tombe degli antichi Egizi servivano agli spiriti dei morti per la loro vita ultraterrena. Solo in seguito, con i Cretesi, i Greci e i Romani, la pittura perde il carattere magico e diviene propriamente unarte. Carattere religioso presentano nel corso dei secoli le immagini sacre, che sono ogget-to di culto. Alcune di esse, come le icone, sono consi-derate non solo nella loro qualit di immagini, ma an-che come segno dellinvisibile, presenza della divinit.

  • 11

    Strumenti1

    5

    3

    7

    2

    6

    4

    8

    1: tempere2: penne e pennarelli3: pastelli legnosi4: acquerelli5: matite6: chine7: marker8: strumenti accessori

  • 12

    Tecniche1

    5

    3

    7

    2

    6

    4

    8

    1: tempere2: penne3: pastelli legnosi4: acquerelli5: matite6: chine7: marker8: collage

  • 13

    IL DISEGNO

  • 15

    Fra varie immagini selezionate stata scelta una rappresentazione di ciclamini. Limmagine stata realizzata su un foglio ruvido di formato A4.Inizialmante stata impostata la griglia 26x18 cm con un modulo di 2 cm, utilizzando squadra e matita. La stessa griglia si realizza sulla stampa originaria. I fiori sono stati abbozzati e definiti

    nei contorni e nelle forme con una matita HB, osservando attentamen-te la fotografia.Terminato il disegno preparatorio, stato eseguito il chiaroscuro con un tratteggio incrociato.

    Emi Giovannini, matita su foglio ruvido, 297 x 210 mm

    Ciclamini

    Matita 2B

    Tratteggio infittito Tratteggio libero Tratteggio incrociatoTratteggio incrociato SfumatoCome primo passaggio sono state usate delle linee oblique leggere; per le ombre, invece, le linee vengono tracciate nel senso opposto a quelle precedenti;infine si perfeziona il disegno tracciando delle linee pi marcate.

  • 16

    Carboncino

    Fra le varie immagini selezionate stata scelta la rappresentazione di una margherita. Limmagine stata realizzata su un foglio ruvido di formato A4. E stato realizzato il disegno parten-do da uno schizzo approssimativo del fiore.

    Per definire i chiaroscuri stata uti-lizzata la tecnica a carboncino ese-guendo un tratteggio incrociato.Come primo passaggio sono state utilizzate delle linee oblique legge-re.

    Per la definizione delle ombre, in-vece si sono aggiunte delle linee in senso opposto alle precedenti, ottenendo cos dei segmenti che si incrociano.Infine stato perfezionato il disegno tracciando delle linee pi marcate.

    Emi Giovannini, carboncino su foglio ruvido, 210 x 297 mm

    Margherita

    Procedimento

  • 17

    LumeggiaturaIoana Iosub, creta bianca su foglio liscio nero, 297 x 210 mm

    Fichi dIndia

    Limmagine stata disegnata su un cartoncino nero, formato A4, con la matita bianca gessata. Il disegno stato realizzato parten-do da uno schizzo approssimativo delle parti pi in luce della pianta dopo aver individuato la fonte di luce, in questo caso a sinistra. Come primo passaggio stato uti-lizzato un tratteggio leggero; per in-dividuare le parti luminose, invece, si eseguito un tratteggio incrocia-to. Infine con un tratteggio pi forte si sono individuate le parti pi vicine alla fonte luminosa.

    Procedimento

  • 18

    Penna

    Il disegno stato realizzato parten-do da uno schizzo approssimativo della pianta con una matita HB. Per definire il chiaroscuro stata utiliz-zata una penna nera eseguendo un tratteggio incrociato. Come primo passaggio sono state tracciate delle linee oblique per re-alizzare le parti pi in ombra. Si continua a fare pi passaggi di

    tratteggio incrociato fino ad ottene-re lombra desiderata.Infine, lo sfondo stato realizz