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    Medicina alternativa e complementare in psico-oncologia pediatrica. Il metodo Kids Kicking Cancer Complementary alternative medicine and pediatric psycho-oncology. Kids Kicking Cancers Method Stefano Tantillo1, Vincenza Guanciale2 Riassunto Lassociazione Kids Kicking Cancer ha lo scopo di aumentare le risorse di coping nei bambini oncologici. Il suo metodo, globale ed innovativo, si pone all'interno della Medicina Alternativa e Complementare (CAM). Le conclusioni supportano la validit di un approccio multi-dimensionale nel dare sostegno al piccolo malato ed alla sua famiglia. Parole chiave Psico-oncologia pediatrica, Kids Kicking Cancer, Medicina Alternativa e Complementare, tecniche immaginative, tecniche di rilassamento. Abstract Kids Kicking Cancer is an association whose aim is to increase coping resources in oncologic children. The method, global and innovative, sets itself within Complementary and Alternative Medicine CAM. The conclusions support the validity of a multi-dimensional approach to help little patients and their families. Keywords Pediatric psycho-oncology, Kids Kicking Cancer, complementary alternative medicine, imagination techniques, relax techniques. La Medicina Alternativa e Complementare (CAM) e le altre attivit nella psico-oncologica pediatrica Lobiettivo di cura di un bambino o ragazzo malato di cancro di ristabilire la condizione di salute del soggetto, restituendo a lui e alla sua famiglia la massima sensazione di padronanza possibile a livello emotivo e sociale. Pertanto la terapia ottimale si basa non solo su trattamenti medici specifici, ma anche su una presa in carico globale, garantita da un team multidisciplinare esperto. Oltre alla sopravvivenza, diventa pertanto obiettivo fondamentale, la qualit della vita anche durante la cura, per

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    questo una comunicazione aperta e sincera e lo svolgimento di attivit che diano continuit rispetto alla pre-malattia, sono aspetti molto importanti (Spinetta et al., 2009). Negli ultimi anni, sempre pi spesso presso i centri specialistici sono nate delle reti molto articolate intorno al piccolo malato formate non solo da operatori sanitari (medici, infermieri, psicologi), ma anche da operatori sociali (assistenti sociali, educatori, volontari), al fine di creare le condizioni necessarie a rispondere alle esigenze di salute psicofisica del degente e della sua famiglia. Del resto lospedalizzazione rappresenta di per s, unesperienza di perdita non solo del precedente stato di benessere, ma anche dellambiente familiare con i suoi rapporti, i suoi spazi, le sue cose, le sue abitudini e le sue attivit (scuola, gioco, sport). La permanenza nei centri di cura si connota per aspetti di depersonalizzazione, noia, solitudine e si intasa di incontri ansiogeni, con la malattia, le infermiere, i medici e gli altri ricoverati, che rappresentano richiami evidenti alla sofferenza e alla debolezza. In questottica, sono ormai molte le terapie e le tecniche non convenzionali che rientrano nellampio ventaglio della Medicina Alternativa e Complementare, che trovano applicazione nei reparti di oncologia pediatrica e che hanno largamente dimostrato la loro validit nel coadiuvare a vario titolo la degenza dei piccoli malati di cancro. Mamtani e Cimino (2002) del New York Medical Collage spiegano la differenza tra Medicina Complementare ed Alternativa (CAM): il termine si riferisce ad un gran numero di terapie, sistemi e tecniche che esistono in gran parte al di fuori delle istituzioni in cui la medicina convenzionale insegnata e fornita. Nel 1960 e 1970 le terapie che venivano effettuate in alternativa alle cure tradizionali divennero note come 'medicina alternativa'. Quando queste terapie vennero fornite in aggiunta ai trattamenti convenzionali, vennero conosciute come medicina complementare poich sono 'complemento' di cure convenzionali. CAM e la medicina non convenzionale sono usati come sinonimi. I vantaggi dell'affiancamento della CAM alla medicina tradizionale sono: un minor uso di medicine farmacologiche, un miglior stato di benessere psico-fisico della persona sia durante la malattia che dopo, una riduzione dei costi a carico del cittadino e del sistema sanitario nazionale. Molti studi controllati ci dicono che la CAM ottiene risultati promettenti nel campo del controllo e della gestione del dolore cronico, dell'ansia e della depressione. Ad esempio secondo Mamtani e Cimino (2002), vi sono evidenze sufficienti per sostenere l'uso dell'agopuntura per la cura di problemi di dipendenza e di dolore cronico; l'uso dell'ipnosi (Sawyer, Gannoni, Toogood, Antoniou, Rice, 1994) per il dolore oncologico e la nausea; l'utilizzo di terapie del massaggio per l'ansia, a favore dell'uso di tecniche mente-corpo (quali, ad esempio, la meditazione, il rilassamento, il biofeedback) per il trattamento del dolore, dell'insonnia e dei problemi connessi all'ansia. Nello specifico i pazienti oncologici che utilizzano la CAM riportano benefici psicologici come la speranza e l'ottimismo (Mamtani, Cimino, 2002, p. 368; Kapchuk et al., 1996). Le tecniche e le attivit che rientrano nelle CAM provengono da molte discipline diverse. Mamtani e Cimino (2002) situano nell'ambito della CAM gli Interventi Mente-Corpo, tra cui la meditazione, l'ipnosi, il biofeedback e le terapie di manipolazione (massaggi e chiropratica), le terapie energetiche (Reiki, Therapeutic Touch) ed evidenziano delle linee guida nell'uso delle stesse (Mamtani, Cimino, 2002). I due studiosi dividono le tecniche di rilassamento in metodi profondi (training autogeno, meditazione e rilassamento muscolare progressivo) e metodi brevi che includono diverse tecniche di respirazione. Precisano inoltre che una variet di tecniche di meditazione e di immaginazione (...) sono utilizzate anche da molti pazienti. Per ogni

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    paziente, possono essere efficaci uno o pi approcci. Molte altre terapie con componente mente-corpo, come lo yoga, il tai chi e vari tipi di pratiche di meditazione (...) sono state segnalate per avere risposte fisiologiche benefiche, come ridurre l'ansia e lo stress (Jacobs, 2001; Vickers, Zollman, 1999, Sawyer et al., 1994). La meditazione uno strumento funzionale a fronteggiare la malattia oncologica (Klafke et al., 2014). Alla Stress Reduction Clinic presso l'Universit del Massachusetts, John Kabat-Zinn (1990) utilizza una tecnica meditativa di cura basata sul riconoscimento del dolore: la persona viene invitata a osservare con distacco pensieri, emozioni e sensazioni che in quel momento sta provando, pu cos rendersi conto di come la sua reazione emotiva accresca il dolore e che, limitandosi a osservarlo, accettandolo, ha la possibilit di ridurlo. Si riesce a gestire meglio il dolore cronico o ricorrente perch la meditazione aiuta a disattivare la risposta del sistema nervoso simpatico che amplifica il disagio fisico: Se nei confronti del dolore siamo rilassati, avvertiamo un leggero segnale e il corpo recupera lo stato di omeostasi. (Harrison, 2001, p. 91; Leaman, 1992). Hirai (2007) ha condotto diverse ricerche sui monaci zen dimostrando come durante la meditazione venga attivato il sistema nervoso autonomo para-simpatico, svolgendo funzioni inibitorie che favoriscono il recupero di energie da parte dell'organismo: si abbassa la frequenza delle pulsazioni cardiache e degli atti respiratori, il cervello emette onde theta, aumenta la reazione galvanica della pelle, rimane costante il consumo di ossigeno nel sangue e diminuisce la presenza di acido lattico. Questo permette di riequilibrare la funzione del sistema nervoso autonomo, favorendo la ripresa dalla malattia. Harrison (2001) suggerisce, nel caso di malattie gravi, di fare della malattia l'oggetto della meditazione e propone diverse tecniche di meditazione: dalla consapevolezza pura, a visualizzazioni conflittuali e non conflittuali. Una visualizzazione conflittuale potrebbe ad esempio essere: "chi affetto da cancro pu visualizzare il tumore come una massa di piccoli granchi neri e immaginare le cellule T killer, i macrofagi e la chemioterapia come cavalieri in bianche armature scintillanti che attaccano il nemico" (p. 195). In questo caso evidente che la tecnica meditativa sfuma in una tecnica immaginativa autoguidata che risulta utile per superare una barriera difensiva cognitiva e per aggirare la resistenza al cambiamento (Federico et al., 2014; Haley, 1963). La ricerca psicologica evidenzia come uno stato mentale in cui il malato sente di poter fare qualcosa per controllare il proprio stato fisico sia di maggior beneficio rispetto ad uno stato d'animo depresso nel quale la persona si vive come disarmata (Goleman, 1993). Inoltre promuove l'accettazione della realt che passa anche per una rappresentazione, semplice oppure complessa, della malattia, osservata con distacco. Si riduce in questo modo l'ansia per la malattia e si agevola il funzionamento del sistema immunitario e dell'organismo nel suo insieme (Harrison, 2001). Studi clinici randomizzati e controllati dimostrano che sia le tecniche di rilassamento che quelle basate sull'ipnosi possono aiutare i pazienti oncologici, sia adulti che bambini, ad alleviare i sintomi relativi al dolore fisico, allo stress, all'ansia e quelli conseguenti alla chemioterapia tra i quali nausea, vomito, disturbi di panico, insonnia e dolore cronico (Mamtani, Cimino, 2002; Vickers, Zollman, 1999). Liossi e Hatira (2003) riportano uno studio su 80 bambini oncologici tra i 6 e i 16 anni, sottoposti a punture lombari. I bambini assegnati ai due gruppi dove era prevista l'ipnosi (diretta in un gruppo e indiretta nell'altro, sempre associati al trattamento medico standard) hanno riportato meno ansia e dolore di quelli che hanno ricevuto il solo trattamento medico standard. Lo studio stato ripetuto successivamente (Liossi et al., 2006). Lang et al. (2000) hanno esaminato lefficacia del rilassamento auto ipnotico come mezzo

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