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Il profilo di un grande matematico:. MARIA MONTESSORI. Chiara Luisa Bottini,a.a 2010/2011. Qualche accenno biografico:. - PowerPoint PPT Presentation

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  • MARIA MONTESSORIIl profilo di un grande matematico:

    Chiara Luisa Bottini,a.a 2010/2011

  • Qualche accenno biografico:Nacque il 31.8.1870 a Chiaravalle (Ancona) da una famiglia medio borghese. Trascorre l'infanzia e la giovinezza a Roma dove decide d'intraprendere studi scientifici per diventare ingegnere, un tipo di carriera che a quel tempo era decisamente preclusa alle donne. Si iscrisse alla facolt di medicina dove si laurea nel 1896 con una tesi in psichiatria diventando la prima dottoressa dItalia. Intorno al 1900 inizia un lavoro di ricerca presso il manicomio romano di S. Maria della Piet dove, tra gli adulti malati di mente, si trovavano bambini con difficolt o con turbe del comportamento di cui si prende amorevolmente cura. Nello stesso periodo inizia una burrascosa relazione con Montesano suo compagno di studi dal quale avr un figlio. Nel 1907 apre nel quartiere popolare di Roma la prima Casa dei Bambini dove utilizzer per insegnare ai bambini normali lo stesso metodo usto con quelli anormali. Nel 1909 pubblica "Il metodo della pedagogia scientifica" che, tradotto in numerosissime lingue, dar al metodo Montessori una risonanza mondiale. Visse in diverse parti d'Europa prima di far ritorno in Italia, dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Muore il 6 maggio 1952 a Noordwijk, in Olanda, vicino al Mare del Nord. La sua opera continua a vivere attraverso le centinaia di scuole istituite a suo nome nelle pi disparate parti del globo.

  • Domanda: Buongiorno, signora Montessori! Bene,direi che possiamo iniziare la nostra intervista. Innanzitutto qual la sua idea di bambino intono ai 3-6 anni?Risposta: Principalmente si tratta di un bambino laborioso riscoperto nella sua autenticit che, caratteristiche che purtroppo non emergono nella scuola, poich questa ne reprime,con i propri metodi costrittivi ogni espressione di spontaneit. Per me la psicologia infantile in se stessa non pu aver scoperto i caratteri naturali e le leggi psicologiche che presiedono la crescenza infantile,perch nella scuola esistono condizioni di vita cos anormali da far risaltare i caratteri di stanchezza e di difesa,invece di rivelare lespressione d energie creative che aspirano la vita.

    D. Dunque bisogna ricercare condizioni di vita scolastica che siano tali da consegnare allosservazione obiettiva lalunno autentico?R: Esatto! Bisogna sostituire limmagine del bambino tutto gioco e immaginazione con quella di un bambino concentrato,disciplinato,calmo,severamente impegnato nel suo lavoro.

    D: E questo come si pu raggiungere?R: Basta sottrarre il bambino dalle influenze negative delladulto,alle inibizioni e repressioni del suo bisogno di attivit e, quindi, collocarlo in un ambiente adatto costruito in ragione delle sue possibilit dazione, perch si rivelasse lautentica natura dellinfanzia, quella cio di un soggetto dotato di una straordinaria energia creativa e di insospettate potenzialit di sviluppo.

  • D: Ha definito delle fasi evolutive nello sviluppo del bambino in et prescolare? Se s,quali e quante?R: Ho individuato due fasi principali: nella prima da 0 a 3 anni la mente del bambino si configura come mente assorbente,che assimila inconsciamente,ma in modo selettivo,i dati con i quali viene in rapporto nel suo ambiente. Questa la fase originaria e pi creativa dello sviluppo del bambino.

    D: Come si apprende in questa prima fase?R: Lapprendimento, in questo periodo, si identifica con il vivere stesso, una sorta di processo vitale durante il quale il bambino realizza le sue prime forme di adattamento allambiente.

    D: E la seconda fase invece?R: La seconda fase occupa i tre anni successivi,quelli che coincidono con leducazione pre-scolastica. Alla mente assorbente,che continua a mantenere vive le proprie energie di assimilazione,si accosta la mente cosciente che ubbidisce al bisogno del bambino di mettere ordine nellenorme cumulo di impressioni assorbite nel periodo precedente.

  • D: Stiamo parlando della mente matematica, giusto? E che tipo di materiali vengono usati per lapprendimento in questa fase?R: S, stiamo introducendo la nozione di mente matematica e definendo i materiali didattici costituiti sulla base dellisolamento di singole quantit sensoriali,che adempiano alla funzione di mediare i rapporti conoscitivi del bambino con il suo ambiente.Inoltre in questa fase sottolineo che leducazione pre-scolastica assume le forme di una vera e propria scuola dellinfanzia con una serie di contenuti basati su esercizi sensoriali di sviluppo condotti per via analitica ed esercizi di vita pratica.

    D: Ma con quali conoscenze entra il bambino nella scuola dellinfanzia?R: Il bambino che entra nella scuola dellinfanzia quasi sempre un soggetto deviato,cio un bambino che per effetto delle inibizioni provocate dalladulto e dal suo potere ha subito un arresto o una deformazione dello sviluppo spontaneo del proprio embrione spirituale, cercando forme di compensazione che ne hanno alterato lautenticit e la creativit originale.

    D: Cosa vuol dire propriamente che il bambino deviato e dunque spezzato?R: Definisco bambino spezzato quel soggetto che per reagire dovuto scappare rifugiandosi nei capricci o nel mondo dellimmaginazione.

  • D: Quali sono le forme di deviazione?R: Considero tali il gioco, il gusto per le favole, limmaginazione,le tendenze al possesso e al potere,la pigrizia e tutte le espressioni patologiche del mancato soddisfacimento dei bisogni naturali del soggetto.

    D: Come evitare queste distrazioni?R:Attraverso un ambiente adatto e un materiale adeguato dove il bambino perviene immediatamente alla sua conversione attraverso la concentrazione sul proprio materiale e un comportamento che esclude gioco e fantasia. Dunque ci si basa sulla ripetizione dell'esercizio, la cura dell'ordine e del lavoro severo.

    D: La figura delleducatrice che importanza ha nella sua scuola e quali sono i suoi compiti?R: All'educatrice viene richiesto un atteggiamento di grande umilt e di rispetto per il progressivo dispiegarsi dello sviluppo infantile. Ad ella spetta il compito di organizzare l'ambiente e di mostrare ai bambini l'uso corretto del materiale. I suoi compiti sono di aiuto finalizzato ad uno sviluppo che deve potersi compiere secondo i ritmi della natura e nella direzione originale di ciascuna individualit.

  • D: Che importanza da alla matematica ?R: Per me una materia molto importante nella vita quotidiana dal momento che il numero dappertutto.

    D:Quanto utile e a cosa serve la matematica nello sviluppo del bambino?R: A mio parere una mente matematica indipendente e con la capacit di risolver ei pi vari problemi necessita dello sviluppo di concentrazione,ordine,coordinazione e indipendenza.

    D: Cosa ritiene fondamentale per un apprendimento adeguato di tale disciplina?R: Credo che lo sviluppo sensoriale fondamentale per costruire le basi del pensiero matematico.

    D: Di cosa a bisogno il bambino per appassionarsi a questa materia non sempre facile alla comprensione e non cos simpatica a prima vista?R: Per un apprendimento appassionata della matematica i bambini hanno bisogno di osservare, senza essere messi sotto pressione e fretta, come i numeri, diminuiscono, cambiano, si relazionano tra loro.

    D: Come si pu permette ci?R: Penso proprio attraverso un utilizzo dei materiali divertente e semplici poich questi strumenti aiutano i bambini a costruire solida fondamenta per i concetti astratti.

  • D: Come si approccia il bambino al materiale fornitogli?R: Guardando quello che accade in aula il bambino sceglie liberamente il materiale adeguato alle sue necessit interne del momento. Questa libera scelta, inoltre, aiuta linsegnate ad osservare le necessit psichiche e le tendenze del piccolo. Mi permetto di aggiungere che il bambino durante questa forma di gioco lasciato libero di ripetere lesercizio pi volte, perch questo, a mio parere, il modo pi adatto per permettergli di raffinare i suoi sensi e le sue abilit.

    D: Mi incuriosisce molto un fattore : c un metodo per spiegare ai bambini anche il numero zero?R :Per illustrare lo zero, di solito faccio il seguente scherzo che aiuti i bambini a comprendere che cos il nulla. Mi metto in mezzo a loro, che sono seduti sulle loro seggioline. Mi rivolgo ad uno che ha gi fatto lesercizio dei numeri e gli dico di venire da me zero volte. Il bambino quasi sempre corre da me e poi torna al suo posto e allora gli ribadisco: Ma, figlio mio, tu sei venuto una volta e io ti avevo detto zero volte.Comincia la meraviglia.

    D: anche per noi!!!!

  • R: Il bambino chiede che cosa deve fare e gli spiego che se deve venire da me zero volte non deve fare nulla e il nulla non si fa. Si sta fermi. Poi si ripete lesercizio con delle varianti del tipo : Tu caro, con le tue dita, mandami zero baci: il bimbo freme, ride e sta fermo. Ripeto pi volte linvito ma lui fermo. Intorno ci sono risa generali. Io faccio la voce grossa come adirandomi delle loro risa e chiamo uno severamente, minacciosamente: Tu qui zero volte! Dico qui subito zero volte; capisci? Dico a te: vieni qui zero volte!. Non si muove. Le risa si fanno pi clamorose, eccitate anche dal mutamento del mio contegno, prima di preghiera, poi di minaccia. Ma insomma perch non mi baciate, perch non venite? e tutti gridano ad alta voce mentre gli occhi brillano, quasi lacrimando di gioia e di risa: zero nulla! Zero niente! Una volta che hanno capito questo li invito a correre verso di me una volta. Essi si precipitano intorno.ZERO:

  • D: Bene,abbiamo capito cos lo zero e come spiegarlo,ma come presentare ai bambini i numeri pi grandi di zero?R: Abbiamo detto che zero niente, ma quando messo vicino a uno, ci permette di contare oltre 9 cio, 10. Se invece di prendere il pezzo da 1, prendessimo pezzi tutti lunghi come lasta d