l’opinione di - ambient ?· per l’architettura della casa spontanea, ... l’architettura...

Download L’Opinione di - ambient ?· per l’architettura della casa spontanea, ... L’architettura rurale…

Post on 15-Feb-2019

212 views

Category:

Documents

0 download

Embed Size (px)

TRANSCRIPT

LOpinione di Adelina Picone, Ricercatrice, Professoressa aggiunta di Composizione Architettonica ed Urbana, Dipartimento di Architettura, Universit degli Studi di Napoli, Federico II

Culture mediterranee dellabitare Che cosa il Mediterraneo? Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civilt, ma una serie di civilt accatastate le une alle altre. (Braudel, 1987). Lormai celebre introduzione al libro di Braudel1, che sancisce la legittimazione della riconoscibilit in sede storica di una koin mediterranea, sollecita una riflessione specifica sullarchitettura, cos diversa ma al contempo cos straordinariamente comune in questi innumerevoli paesaggi, e con essa una riflessione sullabitare, sulle culture dellabitare, specchio delle civilt che sul mare si affacciano e da questo mare sono cullate. Lessenza della koin indiscutibilmente nellintrecciare una rete di relazioni tra le

cose, tra le mille cose insieme di cui essa si sostanzia ed occuparsi di una tale pluralit di afflati impone un discorso sulle origini, che sempre aiuta a decodificare il presente. La storia del Mediterraneo, scrive sempre Braudel, in realt storia di civilt: La priorit spetta alle civilt [] Il Mediterraneo, al di l delle sue attuali divisioni politiche, si identifica con tre comunit culturali, tre civilt di grande vitalit ed estensione, tre peculiari modi di pensare, di credere, di mangiare, di bere, di vivere []. Tre civilt: innanzi tutto lOccidente, o forse sarebbe meglio dire la cristianit [] meglio ancora forse parlare di romanit [] il secondo universo lIslam [] oggi il terzo personaggio non palesa immediatamente il proprio volto. Si tratta delluniverso greco [] la stessa Grecia carica di memorie, dove riappare e sembra rivivere lantica Ellade. In architettura quel terzo personaggio di Braudel allorigine dellinvenzione del mito mediterraneo, completamente permeato dei valori della Grecia classica, mentre le architetture mediterranee per labitare sono lo specchio della complessit che lincontro di quelle tre civilt necessariamente ha generato. Esiste una cultura mediterranea dellabitare? E, se esiste, in che misura essa riconoscibile in sede storica?2 scriveva Benedetto Gravagnuolo, ormai ventanni fa, nel suo prezioso pamphlet Il mito mediterraneo nellarchitettura contemporanea nel quale ne dimostra, leggendo appunto Braudel e Matvejevic3, non solo la riconoscibilit in sede storica ma ne individua la dimensione mitologica; scrive, infatti: in campo progettuale la mediterraneit riproponibile, o almeno sempre stata riproposta, solo mediante una trasfigurazione mitopoietica ed una consapevole falsificazione. Ed il mito si nutre della grecit, rapporti armonici, purezza euclidea, mondo classico. Un Giano bifronte pu essere la metafora di questa idea di architettura: con una faccia rivolta al Nord Europa, da cui trae le sue primigenie radici il razionalismo, e laltra che guarda

1 Braudel F. (1987), Il Mediterraneo, lo spazio, la storia, gli uomini, le tradizioni, Bompiani editore, Milano

2 Gravagnuolo B. (1994), Il mito mediterraneo nellarchitettura contemporanea, Electa, Napoli

3 Si fa riferimento al libro: Matvejevic P. (2006), Breviario mediterraneo, Garzanti, Milano

Fig.1. SAVINIO Alberto, Una storia vera, 1944.

la Grecia classica. Il mito mediterraneo nasce come incarnazione di un sentimento nostalgico, vaghezza esotica di nordici viaggiatori che scoprono le meraviglie del paesaggio e delle costruzioni spontanee, oltre che subire il fascino dei monumenti e dellarcheologia. Pensiamo a Goethe con il suo Viaggio in Italia, e a Schinkel, i cui disegni riflettono una particolare attenzione alla lettura del paesaggio rurale, ed alle relazioni tra natura ed artificio. I celebri disegni di case rurali in Sicilia di Schinkel, i disegni di Hoffman delle case capresi, costituiscono una testimonianza dellinteresse per larchitettura della casa spontanea, sempre letta in relazione allambiente naturale in cui essa si situa, considerata come diretto portato della tradizione, e sempre correlata ai caratteri climatici ed ambientali.

Se il binomio mito-grecit allorigine dellimpianto teorico delladesione alla mediterraneit dei razionalisti, un altro binomio, romanit-domus, ne connoter larchitettura della casa. Ricerca dellarmonia ed interesse per larchitettura spontanea, atteggiamenti apparentemente antitetici, convivono negli architetti di quellalveo culturale. Ripercorrere quella vicenda, al momento della nascita dellarchitettura razionale in Italia, attraverso gli scritti dei protagonisti aiuta a capirne le ragioni. I prodromi gi in Schinkel e Loos, nellammirazione e nellinteresse per il lavoro dei capomastri da una parte, ed in un certo classicismo, fondato su geometria, misura, numero e rapporti armonici, dallaltra. Il mito mediterraneo ha goduto di molta fortuna nelle teorizzazioni dei razionalisti italiani, e questo grazie alle resistenze culturali che opponevano alladesione incondizionata alle istanze funzionaliste del razionalismo europeo di Gropius e May. Lo racconta efficacemente E. Persico: Lostacolo maggiore ad unaffermazione integrale del razionalismo in Italia consistito nella incapacit dei suoi teorici a porre rigorosamente il problema dellantitesi fra il gusto nazionale e quello europeo4. Quello che Persico definisce gusto nazionale dialoga in questo caso con la tradizione; il problema, in sostanza, linconciliabilit delladesione al razionalismo europeo con la necessit, specificamente italiana, di istituire un rapporto con la tradizione locale. Da qui linvenzione di una categoria

4 Persico E. (2012), Profezia dell'architettura, Skira, Milano

Fig.2. SCHINKEL Karl FRIEDRICH, Casa rurale in Sicilia,

1803.

antistoricista, la mediterraneit, che sia capace di divenire lanello di congiunzione tra il rigido funzionalismo degli architetti doltralpe e il gusto nazionale, grazie anche alladesione manifesta del mito mediterraneo da parte del movimento moderno avvenuta ufficialmente nel corso del IV CIAM. Gli architetti del Gruppo 7 esprimono dichiaratamente la loro posizione al riguardo nel loro Programma di Architettura, scrivendo: Precisazione dei caratteri della tendenza razionalista italiana. Affermazione di classicismo e mediterraneit, intesi nello spirito e non nelle forme o nel folclore, in contrasto con il nordismo e con il barocchismo, o collarbitrio romantico di una parte della nuova architettura europea. La posizione degli architetti di Quadrante ancora pi chiara in questo senso se si considera la loro adesione a quellidea di plan dorganisation europeenne tra

Francia, Italia, Spagna, Algeria sulla base di un riconoscimento di assi climatici indicati da Le Corbusier. Ed chiara linvettiva di Persico, che scrive a proposito di quel Programma di Architettura, come di un tentativo di andar daccordo con Dio e con il divolo, e, sottolineando come siano stati gli stessi architetti a mettere insieme mediterraneit e romanit. Scrive Persico: il valore di questo primo razionalismo italiano nel suo definirsi dal conflitto di due mondi antitetici, fra i quali lostilit tanto pi insuperabile quanto maggiormente essi rinunziano alle ragioni dellarte per scontrarsi su un terreno pratico. Il fondamento del razionalismo, dei milanesi e dei torinesi, in questa intuizione della necessit di forze nuove che sinseriscano in uno stato di fatto europeo, non soltanto come idee estetiche, ma anche come forze di cultura, economiche, sociali, politiche. La preveggenza di unarchitettura italiana legata alle sorti del movimento europeo resta anche oggi il maggior vanto di questo primo razionalismo. Il suo punto cruciale consistito nel non saper risolvere questa aspirazione sentimentale in un atto di coscienza, cio, in stile. Per questo in pochi anni, quelli che passano dal 28 ad oggi, gli inviti e le seduzioni dellarte sociale condurranno gli architetti e polemisti alla mediterraneit degli ultimi bandi, costringendoli ad accomunarsi teoricamente con gli avversari pi paradossali dello spirito nuovo. Per concludere: Dalleuropeismo del primo razionalismo si passati, con fredda intelligenza delle situazioni pratiche, alla romanit e alla mediterraneit, fino allultimo proclama dellarchitettura corporativa. Arrivando cos a definire un altro nodo su cui quella cultura architettonica ha a lungo dibattuto, il rapporto con il regime, la sua politica e la sua ideologia. Questo tipo di lettura, che vede ladesione alla mediterraneit come una possibile declinazione italiana dei valori del razionalismo, utile a schivare gli estremismi funzionalisti dellexistenzminimum, esprime certamente una delle posizioni pi significative in quel periodo cruciale per lo sviluppo del progetto della casa italiana

Fig.3. SCHINKEL Karl FRIEDRICH, Casa rurale a Capri,

1803.

del Novecento. Molte le sperimentazioni in questa direzione, estremamente degne di nota, in particolare nella produzione degli architetti del Gruppo 7. Naturalmente Casa Malaparte di A. Libera e Curzio Malaparte, il cui progetto guidato dalla ricerca dellarmonia nella contrapposizione tra forma naturale e forma costruita, ricerca che, come scriver pi avanti, costituisce, a mio avviso, uno dei due caratteri invarianti delle architetture mediterranee in tutto il bacino. Naturalmente la Villa Studio per un Artista di Figini e Pollini, a proposito della quale si noti come, nella relazione scritta per la presentazione alla Triennale, si legga che la casa stata progettata attraverso influssi e ricordi di una civilt mediterranea seguendo un certo funzionalismo dello spirito, riuscendo a raggiungere una certa latina classicit. Interessante, per approfondire il portato teorico alla base di queste s

Recommended

View more >