l'arte di essere capo

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    LARTE DI ESSERE CAPOG. COURTOISEDITRICE NCORA

    COLLANA15

    CoIIana >

    diretta dalProf. Mons. ANDREA GHETTI

    >.(1 Cor 3, 10 -11)

    E stato scritto che il nostro secolo caratterizzato da una profondainquietudine.Essa diffusa negli spiriti e nelle istituzioni, si appalesa negli incontripolitici, nella letteratura, si sistematizza nelle scuole filosofiche.Nasce da un pessimismo delluomo e dalla sfiducia nelle sue capacit diricupero, dal dubbio continuo di un reciproco inganno.E necessario superare con coraggio questa stasi talora sofferta. Pensoche sia un compito - attuale ed urgente - del cattolicesimo doggi, quello di

    ridare fiducia, mostrando le risorse ascose in ogni anima, le capacit diripresa, le inesauribili energie di ognuno.Fiducia in Dio e nel suo amore, nella vita e nelle gioie, nelloggi e neldomani.Fiducia nelluomo, creatura e redento, perch sappia godere di tutto ciche bello e giusto e santo.A tale scopo muove questa collana dellEditrice Ancora indicando, AlGIOVANI le bellezze della loro et e i momenti di una loro sodacostruzione, AGLI EDUCATORI gli strumenti di un lavoro efficace eduraturo.

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    C una eterna e viva - Cristo - principio di ognisperanza e centro di ogni amore: su essa, e solo su essa, potremoedificare per innalzare una civilt migliore, ove la speranza dia il senso

    della pace e della serenit agli uomini in attesa

    GASTONE COURTOIS

    LARTE DI ESSERE CAPO

    II EDIZIONE

    EDITRICE NCORA MILANOROMA MILANO BOLOGNA BRESCIA GENOVA MONZA PAVIA TRENTO

    (4)Titolo dellopera originaleLART DTRE CHEFEditions Fleurus - Paris

    Traduzione dal Francese di Armando Sellani

    IMPRIMATURin Curia Arch. Mediolanidie 17-2-59J. SCHIAVINI - Vic. Generale.

    IEdizione: Aprile 1959IIEdizione: Dicembre 1960

    PROPRIET RISERVATA EDITRICE NCORAN. A. 1512 (Dicembre 1960)

    Scuola Tipografica Artigianelli > - Milano

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    39. Comandare servire: servire Dio nel cui nome si comanda perch ogniautorit che non si fondi in Lui illusoria e usurpata; servire coloro a cui sicomanda e che, senza il capo, rischierebbero di restare mandria senza

    pastore; servire la causa che ci supera e che merita adesione, obbedienzae, nel caso, il sacrificio di se stessi.

    40. Bel mestiere quello di capo! Ma pi di un mestiere, una vocazione,una chiamata, una sorta di predestinazione: perch ogni autorit provieneda Dio e questo pone colui che riveste funzioni di capo come intermediariofra Dio e i sottoposti.Il testo della scrittura non ammette restrizioni o riserve. Si capi e al solo scopo di realizzare negli altri uomini una immagine pivicina a Dio, aiutandoli a diventare pi uomini, facendo loro acquistarecoscienza della loro dignit di creatura divina, aiutandoli a tradurre inazione quei doni che a loro sono stati dati.

    41. Lautorit un servizio, ma un meraviglioso servizio. Essa non sta nelsoddisfare dei capricci personali, ma nel far fare alla Nazione ci che lasua natura e la sua coscienza esigono da essa.Cos, anche quando il capo resiste all'opinione pubblica sviata, quandospinge la Nazione a sacrifici duri e necessari, nulla ha di dispotico; egliserve semplicemente, proprio come un coraggioso e leale servitore.

    42. visibilmente il bene comune, il capo offre alla suamaniera lesempio dellobbedienza e, oltre a questo, mostra con evidenza aogni sguardo ci che legittima ed esige lobbedienza: il bene comunerichiesto dalla natura e da Dio.

    43. Il capo colui che comanda; ed pure colui che assume con fiducia edi fronte a tutti il pi pesante carico dobbedienza. Il capo non cade mainellarbitrario; la sua regola di cercare risonanza nel pi profondo di

    coloro che guida. Egli colui che orienta e aiuta. Coloro che sentono in sla forza della volont si rallegrino, il capo l solo per aiutarli a volere.

    44. Allautorit, per affermarsi, basta di essere esercitata secondo la suanatura, cio servendo il bene comune.Nel capo, lindividuo deve scomparire in un certo senso, assorbito nella suafunzione. Questa scomparsa virile e coraggiosa gli conferisce un prestigioe una forza che nessuna guardia del corpo pu donare. Diventandopersona pubblica in maniera intensa e visibile, si eleva automaticamente aldi sopra degli stretti individualismi.

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    mettersi al servizio della comunit. Ci non senza difficolt, perch lapigrizia veramente una legge di natura.

    60. Solo colui che si commuove di fronte alla realt umana, che imbevutodallimmensit della vita, degno dessere capo.

    61. Un uomo soddisfatto di quel che trova in s e fuori di s, senza ilpensiero di mutare la situazione, manca in partenza di qualcosa che gliconsenta di diventare un capo; tuttal pi potrebbe riuscire a sbrigaredellordinaria amministrazione.

    62. Per esser capo occorre riuscire ad individuare quel che manca ad ungruppo per realizzare la propria ragion dessere, sapergli donare la giustaquantit dimpulso che gli occorre e, avendo ricevuto effettivamente ilmandato, agire di conseguenza.

    63. Temperamento di capo quello che ha la vocazione di affrontare nonsolo il normale carico personale di responsabilit e di rischi, ma tutto ilpeso delle responsabilit degli uomini che gli si assiepano intorno. Egli innanzitutto uno che si sobbarca, non un domatore che asservisce, unprincipe tiranno, o un privilegiato che si imbosca.Devessere pi sveglio degli altri, per essere il primo a riconoscere il

    pericolo o la favorevole opportunit; pi perspicace, per megliocomprendere il piano dazione; di giudizio pi sicuro, per metterlo bene inopera: pi pronto alla decisione, perch lazione si avvii al momento giusto:pi audace nellaccettazione dei rischi ineliminabili per trascinare gli altri adaffrontare i propri: pi coraggio o, per dominare le timidezze altrui: piperseverante per fronteggiare la stanchezza del tempo e degli ostacoli, piresistente alla solitudine e nello stesso tempo pi ricco di umana cordialit.Non si ingrandisce questa vocazione, circondandola di cauto mistero. Tuttoil suo mistero consiste nella complessit e nel raro equilibrio delle

    numerose doti che essa pretende.(25)

    LE DOTI DEL CAPO

    FEDE NELLA PROPRIA MISSIONE

    64. Il capo che non crede nella causa che serve non degno dicomandare. Ma non basta credere, occorre partecipare agli altri la propriafede e il proprio entusiasmo. Occorre che ciascuno di quelli che sono da lui

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    una disciplina troppo rigida delle preferenze individuali, per poter fare ameno di una fede.

    75. Ogni essere vivente animato da un soffio vitale. Chi non possiedequesto soffio morto.

    76. Si fa bene solo quel che si fa per passione. Chi lavora semplicementeper il denaro, senza la passione del proprio mestiere, non potr mai essereun uomo di valore, tanto meno un capo.

    77. Tutte le imprese umane, le pi umili o le pi nobili, le profane comequelle religiose sono soggette alle medesime esigenze organiche. Credere,sperare, amare sono le virt che occorrono a tutti quegli uomini chevogliono compiere opere vive e feconde. Credere in quel che si intraprende sperarne il successo, amare il proprio lavoro e offrirne per amore il fruttoagli uomini: nessuna impresa sfugge a queste condizioni inderogabili.Lintelligenza non pu perseguire uno sforzo creativo se non crede nellaverit e nellutilit del proprio compito. Il coraggio non pu vincere gliostacoli se non spera di vincerli.In conclusione, tutte le molle dellazione, se non sono comandatedallamore, diventano tanto pi fragili quanto pi sono violente di loronatura.

    78. Il capo che non riuscito a comunicare agli altri lentusiasmo perlimpresa comune orientata al bene comune assomiglia a un macchinistache voglia mandare avanti la locomotiva senza vapore.

    79. Lentusiasmo deriva innanzitutto da una convinzione profonda, da unpensiero fortemente maturato e diventato cos prepotente nellinterno dadover prorompere necessariamente al di fuori.

    80. Si richieda ai capi, prima dogni altra cosa, di essere convinti e capacidi convincere; di essere, diciamolo pure, degli apostoli dotati nel pi altogrado della capacit di accendere il > nelle animegiovanili; le anime fresche sono aperte alle impressioni profonde; unascintilla pu infiammarle per tutta la vita, ma lo scetticismo dei primi capiincontrati pu raffreddarle per sempre.

    81. Lascendente dei veri capi proviene dallampiezza delle loro vedute.Luomo ha bisogno di larghi orizzonti; nella meschinit, soffoca.

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    119. C gente che possiede ottime doti, ma ha stoffa solo per fare ilsottoposto; la caratteristica del capo liniziativa e il coraggio di assumersi

    le responsabilit.

    120. Luomo che > colui che hafreddamente valutat

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