l'aquila da amare

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Una pubblicazione fotografica sulla provincia dell'Aquila ed il suo territorio

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  • LAquilada amare

  • Presentazione

    La cultura della memoria, il bisogno del ricordo: esigenze di fermare

    limmagine per non dimenticarne i particolari.

    Questo il primordiale bisogno che ci spinge a lasciare traccia del nostro

    presente.

    Il tempo scorre inesorabile, ma le sensazioni che si provano dinanzi alle

    mille sfaccettature della realt visibile, tornano ad esistere con gli scatti che

    le ritraggono.

    Limpatto visivo a volte forte, violento, pi spesso finestra che si affaccia

    al mondo colorato dei ricordi piacevoli. Paesaggi, monumenti, istantanee di

    un territorio che ci circonda, nel quale viviamo, ma che forse non conosciamo

    abbastanza.

    Ci che nei momenti frenetici delle nostre giornate passa inosservato, negli

    scatti di questo volume viene fissato, scandagliato da obiettivi inesorabili

    nel loro giudizio. Si alternano immagini di paesaggi naturali mozzafiato a

    particolari che solo occhi esperti sanno cogliere.

    LAquila, le sue montagne, i boschi che ne fanno da corollario multicolore.

    Specchi dacqua e opere costruite da uomini di tempi passati. Tutto

    rigoglioso esempio di un territorio ancora da scoprire nella sua maestosit.

    E poi lei, la neve, che nel febbraio 2012, copiosa scesa sullAquila, sui suoi

    monumenti, sulle sue case, sulle sue strade. Un manto bianco su una regina

    ferita. Quasi a volerne decorosamente coprire una nudit troppo cruda.

    Sono scatti che faranno storia, che ci riporteranno a un evento che sembrava

    impossibile da verificarsi. Il bianco cangiante di una neve che stupisce con il

    suo candore, fa da contrasto con ci che ricopre. Ma se per chi lha vissuta

    stata unesperienza rinchiusa in un lasso di tempo relativamente breve,

    per chi nutre lanima con queste immagini, la neve abbondante ancora l,

    dinanzi agli occhi.

    La carta patinata, che dona importanza allopera, diventa trasparente e

    luminoso vetro che ripara dal deterioramento.

    Il progetto insegue la finalit da sempre sogno delluomo: limmortalit. In

    questo caso immortalit delle immagini, che cos restano incastonate non

    soltanto nella fallace memoria umana, ma anche nel pi sicuro scrigno delle

    pagine di un libro da sfogliare in ogni momento.

    un volume pensato per celebrare LAquila e il suo territorio.

    Protagonista indiscussa la sua natura con i suoi colori catturati attraverso la

    macchina fotografica di Andrea Del Cotto, Marco Equizi e Cristian Nuvolone.

    Abbiamo voluto dare spazio a tre giovani fotografi aquilani, che sanno cogliere

    attimi irripetibili grazie alla loro voglia di nuove scoperte, alla ricerca di

    nuove emozioni.

    la loro passione che dona forza e vita alle fotografie di questo volume.

    Sfogliando le pagine si attraversano luoghi incantati. La sapienza degli autori

    ci porta a frugare nellanima dei vasti orizzonti e in quella degli angoli

    dellAquila.

    Un volume che apre le porte a una citt e un territorio sconosciuto anche per

    chi lo vive.

    Dopo oltre tre anni di immagini che rimandano a un evento troppo tragico

    per essere metabolizzato, riposiamo lo sguardo e coccoliamo la mente con

    quello che la natura offre ai nostri occhi.

    Non pi una natura matrigna, ma una natura materna.

    Tre le sezioni del volume, una per ciascun fotografo. Andrea, Marco e Cristian

    ritagliano i loro spazi nelle pagine di una storia comune. LAquila, le sue

    montagne, il suo territorio, culla per la loro professionalit, fucina di idee

    per le loro immagini. Dagli scatti traspare lamore che nutrono per i nostri

    paesaggi, per i monti e i laghi che rendono unica la nostra terra.

    Lalone di freschezza giovanile che permea gli scatti, rende ancora pi

    accattivante la visuale che si apre a scorci e paesaggi tutti da scoprire.

    La curiosit che li accompagna, arricchisce le immagini di nuovi e inediti

    particolari.

    Circa 60 scatti che vogliono formare, come tasselli di un puzzle, limmagine

    spesso dimenticata di un luogo che suscita emozioni che sono pane per lo

    spirito umano.

  • Andrea Del Cotto

    Classe 1984, nato e cresciuto allAquila. Si appassiona alla fotografia gi dalla prima adolescenza, scattando inizialmente su pellicola. A 18 anni, con le prime

    collaborazioni con giornali locali, inizia a trasformare la sua passione in un lavoro. Dal 2009 vive a Milano, dove ha frequentato lAccademia John Kaverdash e lavora

    come fotografo pubblicitario specializzato nel settore food.

    Pensa che nei particolari si possa cogliere la vera essenza delle cose, tanto che nei suoi scatti si concentra spesso sui dettagli. molto legato alla natura e ai paesaggi

    dellaquilano e le foto realizzate per questo volume sono state unoccasione per riscoprire posti che continuano a stupirlo.

    www.andreadelcotto.it

  • Veduta da Monte Cristo

    Come ingredienti di un soffice dessert, nubi e vette si fondono. Promiscuit di bianchi e di neri chiudono lorizzonte dei monti aquilani.

  • Monte Stabiata visto da Collebrincioni

    Declivi accarezzati da una bronzea luce, accompagnano la scomparsa di lontane ed evanescenti creste.

  • Ponte Romano San Lorenzo di Beffi

    La mano degli avi resiste nel tempo. Correnti impetuose che lisciano i greti,

    lambiscono innocue le importanti tracce di antichi splendori.

  • Particolari di pietrePiana di Collebrincioni

    Un puzzle naturale. Un posto per ciascun tassellodi questo primordiale incastro guarnito da licheni che ne assorbono la vitalit.

  • Particolare di cavallo a Campotosto

    Il pelo fulvo fa spazio a uno spicchio candido, come uno spaccato di verit proclamata al mondo che ignora.

  • Veduta da San Pietro della Jenca

    Pendici incrostate da conifere sostengono altezze innevate che si confondono con le nuvole e lo spettacolo continua!

  • Cascate di Stiffe

    Luogo incantato. Al suono di atavici strumenti, fate, gnomi ed elfi danzano felici, rigenerati dalle fresche acque.

  • Riserva Naturale Zompo lo Schioppo

    Giace. Enorme e superbo, incontrastato sovrano del bosco spogliato dalle stagioni. Giace e osserva.

  • Lago di Collebrincioni

    Piatto, argentato, ruba lo spazio alla terra che, aspra, lo ignora.

  • Valle Subequana

    Testardi cappelli resistono al gelo, inno alla vita che torna!

  • Riserva Naturale Zompo lo Schioppo

    Nastri che scendono spumosi, brandelli di strascico per una divina sposa, si infrangono sulle rocce e ne adornano lo scosceso pendio.

  • Clematis VitalbaSanto Spirito dOcre

    Le piume ad ornare unangelica visione, maschera mendace per una pianta che invade e ferisce.

  • San Pietro alla Jenca

    Nellovattato palcoscenico dei monti che amiamo, il saluto amoroso di un Santo accoglie il pellegrino, la piccola Chiesa ne ascolta le preghiere.

  • Veduta da San Pietro alla Jenca

    Uno sguardo dallOlimpo. Osservo paesi incastonati come pietre preziose nella maestosit dei monti.

  • Vista del Monte Stabiata

    Colori diversi, per nulla in contrasto, padroni di un luogo senza confini. Insieme.

  • PescocostanzoBosco di SantAntonio

    Un tronco contorto, avvinghiato a se stesso, prezioso ristoro per avidi muschi, protende le braccia alla luce: attende le vesti della novella stagione.

  • Riserva Naturale Zompo lo Schioppo

    Giovane e verde su antichi colori. La vita che esplode, incurante del resto, promessa, futuro!

  • Collebrincioni

    Colline desolate per alberi solitari. Tra cielo e terra, avulsi dal contesto, resistono: avamposto di un bosco che segue.

  • Lago di Campotosto. Ponte vecchio

    Un infinito tunnel, architettura perfettamente integrata, guida lo sguardo sospeso sullacqua.

  • Campotosto Paese

    Un vecchio uscio, un invito ad entrare nellintimit violata e la coltre bianca a temporanea protezione.

  • Marco Equizi

    Nato allAquila nel 1978, avvocato dal 2009, si appassiona alla fotografia appena ventenne. Seguendo il consiglio di un fotografo professionista, inizia a scattare con

    una reflex a esposizione manuale, nonostante il mercato gi offra corpi a elevata automazione; studia quindi, da autodidatta, le opere e le tecniche di artisti come

    Ansel Adams e delle firme della National Geographic Society, quali James L. Stanfield, Jodi Cobb e Steve McCurry.

    Nel 2009, dopo aver conseguito labilitazione professionale, si dedica nel tempo libero alla fotografia digitale, riprendendo quanto appreso e affinando le sue capacit,

    scattando con poca luce o in notturna. Pur rimanendo fedele alla paesaggistica, esplora nuovi generi, lasciandosi poi trasportare dallemozione nel documentare

    limpatto del violento sisma sulla sua citt dorigine.

    www.marcoequizi.it

  • Castello di Calascio

    Set cinematografico per eccellenza, sorge tra le nevi e si staglia vigoroso,

    il gigante buono che veglia sulla vallata del Tirino e sulla Piana di Navelli.

  • Roio

    In uno spazio illimitato, tra il cielo e la terra, la frastagliata sagoma della vita che resiste.

  • Lago di Pietranzoni

    Bianco e nero, sagome riflesse dai contorni indefiniti, pennellate di luce, per unimmagine rubata allarchivio di Morfeo.

  • Monte Cristo

    Leburneo manto lascia intravedere schizzi di terra: la primavera alle porte e lanima spera....

  • Lago Sinizzo

    Un trampolino che si spinge nel verde brillante di acque tranquille, dove gli alberi sono cornice na