colazza - dell'iniziazione

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Colazza - Dell'Iniziazione

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  • DELLINIZIAZIONESPUNTI DALLE 14 CONFERENZE DI GIOVANNI COLAZZAdiscepolo diretto di Rudolf Steiner e fondatore del gruppo NovalisTENUTE IN ROMA NEL 1945 CIRCA IL TEMA: DELLINIZIAZIONE(Studio effettuato da Bellucci Tiziano nellOttobre 1997) VENERAZIONE E CALMA INTERIORE Il libro lIniziazione mi fu consigliato da Steiner come un testo importante, da tenere sempre presente come Guida.Luomo cos come nella vita quotidiana, serve a poco o niente per lopera nel mondo spirituale.In queste conferenze, seguir pi o meno il libro, aggiungendo poi altri insegnamenti orali datemi da Steiner, estremamente utili per ottenere reali risultati.La nostra personalit interiore, di cui siamo coscienti, solo il riflesso apparente del nostro vero Io. E molto utile per giungere alla conoscenza di questo nostro nascosto Io, distinguere e separare in noi il pensare, il sentire e il volere.Citazione dellaneddoto di Ananda, che viveva nellillusione di essere il suo Ego contingente.Lo studio esoterico, quando sulla Terra era presente Steiner, era pi facile, perch egli ci confortava sempre donandoci personali indicazioni, circa gli esercizi e le pratiche esoteriche.Ma ora, invece dobbiamo cercare fedelmente e scrupolosamente fra le sue parole scritte quelle che possiamo accogliere e applicare a noi stessi.Steiner dice che importantissimo cominciare sviluppando il sentimento di venerazione.Non bisogna fraintendere il termine venerazione con uno stato di esaltazione interiore dovuto allinsegnamento che un maestro ci pu dare e che noi accettiamo per coercizione intellettuale o sentimentale o per atto di fede: ma non assolutamente questo.In realt il fatto da riconoscere questo: il calore dellanima vita stessa per lanima.Laccogliere freddamente contenuti spirituali, ci riempie soltanto il cervello di nozioni, senza far penetrare forze spirituali; la Venerazione e il calore dellanima, sono lattivit dellanima stessa.Bisogna aprirsi a tali rivelazioni della scienza dello spirito con atteggiamento di venerazione: i meravigliosi quadri circa levoluzione del cosmo, devono risvegliare in noi ammirazione, meraviglia e riconoscenza per le Gerarchie.Tali stati danima destano in noi questo calore dellanima, la venerazione per Esseri e fatti spirituali, ai quali siamo debitori.Astenersi dalla critica e dal giudizio: cercare di cogliere negli altri non i difetti, ma le qualit migliori: incoraggiare ci che vi di meglio. Il biasimo, energia perduta.I sentimenti positivi e buoni, sono per lanima come la qualit dellaria che inspirando mettiamo in circolo nellorganismo. Pi pura, pi saremo sani.Il godimento rappresenta una lezione per luomo quanto il dolore, soltanto che pi difficile leggervi dentro. Non bisogna fermarsi alle sensazioni di piacere, ma ricercare nel godimento il contenuto pi elevato da cui promana, che ne lartefice e il senso: la sua Essenza pi intima.Occorre coltivare momenti di raccoglimento interiore, lavorando sui ricordi: rievocare immagini mnemoniche di fatti passati, o della giornata trascorsa ricercando nellanima leco di ci che aleggia in quelle passate percezioni.Bisogna passare in rassegna gli eventi con meticolosa analisi: oggettivarli, senza applicare alcuna speculazione personale, n alcun giudizio; osservare tutte le concatenazioni, semplicemente contemplarle in modo obiettivo, lasciando che siano esse a svelarci qualcosa. Noi dobbiamo fare il Silenzio.Tale lavoro equivale ad anticipare ci che avviene nel sonno, quando le Gerarchie penetrando nel nostro corpo astrale e nellIo, inseriscono i loro giudizi.Limpazienza un perdere energie.Il tono generale della Preparazione quello di una rieducazione su nuove basi, della vita di pensiero e di sentimento, tramite speciali esercizi.Bisogna entrare nel ritmo della ripetizione, senza lasciare che la nostra natura inferiore si ribelli, rifuggendo gli esercizi. La noia un grande nemico.

  • ESERCIZIO DELLA PIANTA CHE APPASSISCEBisogna osservare una pianta in pieno sviluppo afferrando tutti i dettagli; osservarla e riceverne una percezione cos chiara che, chiudendo gli occhi, possa rimanere come chiara immagine interiore di fronte a noi.Esercitarsi con la forma esterna cercando ad occhi chiusi di ricordarla, visualizzandola.Quando si riceve unesperienza non bisogna assolutamente tradurla in concetti con le parole: bens mantenerla in s e coltivarla. PREPARAZIONE E ILLUMINAZIONEAltra cosa importante da fare dirigere lattenzione sul mondo dei suoni.Analizzare e realizzare la differenza fra i suoni di origine minerale immota, e quelli di natura vegetale o animale. Fra lo scroscio dellacqua, il fruscio delle foglie nel vento, il rotolare di una pietra e il rumore di una macchina vi una diversa manifestazione delle Forze cosmiche.Cessato il suono, dobbiamo prolungare in noi il suo effetto, ma non attraverso ludito, ma tramitelorecchio dellanima, senza immaginare nulla: aspettare in Silenzio il sorgere di qualcosa.Le Potenze spirituali non si trovano e si lasciano trovare come avviene nel mondo sensibile quando si va a monte di un effetto per ritrovarne la causa: sono Esse a decidere per loro deliberazione, se lecito o no farsi percepire dal ricercatore. Sono Esse che devono e vogliono trovare luomo, solo se posto in un determinato stato di accoglimento interiore.Le percezioni immaginative si manifestano come impressioni interiori paragonabili ad impressioni suscitate in noi da un dato colore fisico; la percezione soprasensibile appare rivestita da un colore perch il suo contenuto animico affine a ci che quel dato colore equivale corrispondentemente come manifestazione animica. La percezione di un rosso osservato nel mondo fisico, genera in noi un particolare sentimento, contenente qualit animiche: lEntit che ci appare immaginativamente se ha in s del rosso, significa che contiene in lei delle qualit e dei contenuti animici affini a ci che nel mondo fisico ci appare come rosso.E un grave errore ritenere che ci si deva attendere nel mondo spirituale come una ripetizione pi sottile delle forme del mondo fisico. Lo spirituale ha qualit totalmente dissimili dal fisico.Bisogna sviluppare sempre pi simpatia e compassione verso gli uomini e gli animali e sensibilit per la bellezza della natura. IL NON VEDERE RISULTATI DURANTE IL TIROCINIOSpesso il discepolo non si avvede degli effetti e dei risultati derivanti dagli esercizi occulti: ci dovuto al perch si tende a guardare fisso in una direzione, attendendosi di ricevere qualcosa solo da quella direzione, senza accorgersi che ci che invece arrivato, promanava a noi da unaltra direzione.Vi sono due gravi ostacoli nella percezione immaginativa:-presupporre e attendersi in modo personale ci deve avvenire;-confondere le percezioni di colore con le sensazioni di colore fisico, quasi cercando con gli occhi allesterno, ci che invece pu apparire solo interiormente.Le percezioni di colore o di forma, non promanano dallente osservato, ma sorgono in noi, nascendo dalla nostra interiorit.La conferma circa lautenticit di aver avuto una vera esperienza spirituale confermata dallavvertire in s il sentimento di aver come sperimentato uno stato gi provato; non che limmagine percepita ci a noi nota, ma che il sentimento provato durante lesperienza un qualcosa di gi vissuto, in un passato remotissimo (atlantideo o lemurico).E un primo passo verso il riconoscere in coscienza il proprio primordiale passato, quando si era in completa unione con il mondo spirituale. ESERCIZIO DEL SEMEOsservare con gli occhi fisici un seme: forma, colore, peso, dimensioni, rapporti.Fatto ci, occorre interiorizzare limmagine, astraendosi dalla percezione fisica del seme, sforzandosi di visualizzarlo nel campo della propria coscienza, ad occhi chiusi.Si pensi che in esso virtualmente presente in potenza lintera pianta: vi in lui unIdea, una Legge naturale invisibile che lo governa, la quale manifester in un futuro sulla Terra la pianta in lui ora nascostamente contenuta.In lui dimora una potentissima forza vivente, che si cela alla nostra vista, invisibilmente.Rappresentarsi poi il processo temporale, di crescita in successione, nel triplice ritmo della sua costituzione: 1- radice, 2- fusto, 3- fogliame, fiori , frutto.Non importante curare i dettagli, ma sentire la forza di questa manifestazione, la potenza creativa

  • che si esprime nellespansione dirompente delle forze insite nel seme.Quel che noi sentiremo come potenzialit espansiva lelemento invisibile del seme: la forza eterica. Il ritmo perenne del mondo vegetale trascende il seme stesso come dato immediatamente sensibile e percepibile.Ci si volga di nuovo al seme (aprendo gli occhi?) collegando ad esso lintero processo immaginativo delle potenziali forme di crescita, dellinvisibile che diventato visibile.La forza che ne risulter si tradurr in noi come facolt di visione: una specie di nube luminosa, una specie di piccola fiamma di colore lilla-azzurro, aleggiante intorno al seme. Ci la vivente forza vitale che edificher la pianta. ESERCIZIO DELLA PIANTAOsservare una pianta in completo sviluppo, sforzandosi di vedere in essa immaginativamente lattuarsi del ciclo seme-pianta-fiore-frutto seme, realizzando cos un senso di perennit della vita vegetale, espressa nella sintesi della forma della pianta stessa.In un certo senso, come se dalla pianta-spazio momentanea, si estraesse la pianta-tempo, ossia lIdea totale o Essere di specie vegetale a cui appartiene quella pianta.Pensare poi che vi sar un tempo in cui questa pianta non esister pi, sar scomparsa.Questa pianta verr annientata, ma non la sua specie: essa ha generato dei semi tramite i quali, lIdea della specie continua lesistenza in altre piante.Senza distogliersi dalla percezione spaziale fisica della pianta, bisogna sovrapporvi limmagine di ci che ella sar nel futuro, che avvizzisce e che appassisce, disseccandosi, di quella realt celata ai nostri occhi. La pianta morir, ma non morir lIdea o la Legge che lha generata e fatta agglo

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