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ANTROPOLOGIA CRISTIANA E DIRITTI UMANI.DIRITTI E DOVERI

VITTORIO POSSENTI

PREAMBOLO

Lideale dei diritti umani riveste da oltre mezzo secolo una funzione disintesi analoga a quella di altre grandi idee che hanno contrassegnato ilpensiero politico moderno: il giusnaturalismo, il contratto sociale, la sepa-razione dei poteri. Il richiamo ai diritti umani da tempo il punto focale diogni agenda politica che manifesti un appeal in Occidente e cui ci si volgeper le grandi decisioni politiche, ma senza che vi sia sufficiente chiarezzasu che cosa sia un diritto umano, e come esso possa sottrarre la politica alrischio di cedere allirrazionalit. Oggi si assiste anzi ad una crisi dei dirit-ti umani non pi radicati nellintangibile dignit delluomo, ad uninflazio-ne di presunti nuovi diritti che trascurano la questione dei doveri, ad unaripresa di uno spiccato individualismo libertario.

Per venire a capo della situazione procederemo commentando i temi dicui si sostanzia il titolo: la problematica antropologica, il nesso tra diritti elegge naturale, il rapporto intrinseco tra diritti e doveri, lattuale inflazionedei primi e dimenticanza dei secondi, iniziando con un cenno alla tradizio-ne dei diritti umani.

LA TRADIZIONE DEI DIRITTI DELLUOMO

1. impresa complessa stabilire unattendibile sequenza della tradizio-ne storica dei diritti umani, se non ci si vuole limitare allelenco ben notodei fondamentali atti pubblici che la scandiscono: la Dichiarazione dIndi-pendenza del 4 luglio 1776, la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cit-tadino del 27 agosto 1789, la Dichiarazione universale dei diritti delluomo

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Catholic Social Doctrine and Human Rights Pontifical Academy of Social Sciences, Acta 15, Vatican City 2010 www.pass.va/content/dam/scienzesociali/pdf/acta15/acta15-possenti.pdf

del 10 dicembre 1948. Su piano politico-giuridico la mente va agli antece-denti lontani della Magna Charta, della legge dellHabeas corpus, della rivo-luzione inglese del 1688 col suo Bill of Rights, e cos via. In ogni caso la sto-ria delle dichiarazioni dei diritti umani pi breve della vicenda dei dibat-titi filosofici su di essi, sulla dignit e fratellanza degli uomini, la loro comu-ne cittadinanza nella grande societ del genere umano, lesistenza di unalegge morale superiore ai singoli e ai popoli. Questa tanto pi lunga vicen-da affonda le sue radici nellarea biblica, greca, ellenistica, romana, e poicristiana, e riconosce i propri fondamenti nellidea della dignit delluomoe in quella della legge naturale: i diritti umani rinviano ad una legge supe-riore ai tempi e alle vicissitudini storiche.

I grandi pensatori della legge naturale: Sofocle, gli Stoici, Cicerone, sanPaolo, Seneca, san Tommaso dAquino, ecc. andrebbe ro considerati qualiantesignani della questione dei diritti umani, sebbene ponessero laccentopi sui doveri (De officiis). E andrebbe pure sottolineata limportanza deipensatori politici spagnoli del 500 (de Victoria, Soto, Suarez, ecc.), che alli-ni zio del colonialismo spagnolo proclamarono i diritti degli India ni dAme-rica allindipendenza e alla giustizia, nonch quella del giusnaturalismo delXVII e XVIII secolo, e infine il rilievo moderno della teoria politica libera-le e democratica. N sembri esagerato se in questa ricerca allindietro sipossa indicare nel Decalogo, quale codice fondamentale della moralitumana, una prima, forse la prima in assoluto, indicazione implicita di fon-damentali diritti delluomo, espressi perlopi nella forma dellimperativonegati vo. Lo stesso Mirabeau nel discorso allAssemblea Nazionale del 17agosto 1789 propose di porre il Decalogo mosaico quale pream bolo delladichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino. La cosa non deve desta-re sorpresa, poich il Decalogo esprime i principali precetti scaturenti dal-la legge naturale.

LA CONCEZIONE ANTROPOLOGICA

2. I diritti umani rappresentano unesplicitazione della realt delluomo,e danno corpo allassunto che nessuna antropologia politicamente irrile-vante. In altri termini impossibile trovare una concezione delluomo chesia senza immediati riflessi sulla vita civile e sui diritti. Anzi oggi le questio-ni antropologiche risultano pi decisive di quelle morali. Uomo, chi sei? sempre pi difficile rispondere a questa domanda, ma anche sempre piimportante anche in ordine ai diritti umani.

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La loro concezione dipende fortemente da alcune idee circolanti nellasociet, come osservava acutamente Tocqueville: Perch vi sia una societe, a pi forte ragione, perch questa societ prosperi, bisogna che tutti glispiriti dei cittadini siano sempre riuniti e tenuti insieme da alcune idee prin-cipali, e ci non potrebbe avvenire se ognuno di essi non venisse ad attinge-re le sue opinioni a una stessa fonte, e non accettasse di ricevere un certonumero di credenze belle e fatte.1 Attualmente le visioni dei diritti rinvianoa idee sulluomo in competizione e in contrasto, quali sono la visione cristia-na e quella che chiamer nuova antropologia secolare. Questa divergenzasi manifesta in particolare nel campo dei diritti pi direttamente legati alles-sere umano: vita, famiglia, sessualit, matrimonio, morte.

La visione classica e cristiana, emergente da un lungo processo di ela-borazione e approfondimento, si impernia attorno allidea di persona uma-na, la quale a sua volta incorpora la nozione universale di natura umana.La determinazione di persona offerta da Boezio le raccoglie in unit: la per-sona una sostanza individuale di natura intellettuale/spirituale (rationalisnaturae individua substantia). La persona primitiva; non si deduce da nul-la e non si pu ridurre a oggetto.2 Qui si incontra una solida base dei dirit-ti umani ed un pegno della loro fondamentale universalit.

La nozione stessa di diritti delluomo non avrebbe senso se non fossesostenuta dallidea di persona cui essi ineriscono, e dal concetto di naturaumana di cui sono unesplicitazione. Secondo il realismo filosofico il con-cetto di natura umana non un puro flatus vocis o un termine nominale cuisi pu attribuire un contenuto qualsivoglia. un concetto definibile e fon-dato nella realt, che contiene i caratteri universali presenti dovunque vi siaun essere umano. Al concetto di natura umana corrisponde quello di leggenaturale di tale natura/essenza. Emerge cos il problema della forza norma-

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1 A. de Tocqueville, La democrazia in America, Rizzoli-BUR, Milano 1992, l. III, p. 427.E poco oltre prosegue: Non vi quasi azione umana, per quanto particolare, che non nascada unidea generale che gli uomini hanno concepito di Dio, dei suoi rapporti con lumanit,della natura dellanima e dei doveri verso i suoi simili. Non si pu negare che queste ideenon siano la fonte da cui deriva tutto il resto. Gli uomini hanno dunque un immenso inte-resse a farsi idee ben salde su Dio, lanima e i doveri generali verso il Creatore e verso i suoisimili, poich il dubbio su questi ultimi punti abbandonerebbe tutte le loro azioni al caso eli condannerebbe, in un certo senso, al disordine e allimpotenza. Questa dunque la mate-ria su cui necessario che ognuno abbia idee ferme, e disgraziatamente anche quella incui pi difficile fermare le proprie idee con il solo sforzo della ragione, p. 437.

2 Questi aspetti sono elaborati in V. Possenti, Il principio-persona, Armando, Roma 2006.

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tiva della natura umana, che sta lentamente riacquistando peso nel campodelletica, della politica e del diritto. Queste posizioni consentono di inten-dere in modo autentico il richiamo oggi diffusissimo allautodeterminazio-ne, la quale non pu essere intesa come possibilit di diventare ci che sivuole, ma di diventare liberamente ci che si per natura.

A partire dallevento originario della Creazione delluomo, la rivelazio-ne del cristianesimo pensa lessere umano come portatore di una scintilladivina, come imago Dei. a queste profondit che si radicano il valore e ladignit delluomo: egli proviene da Dio ed a lui ritorna attraverso unordi-nazione immediata e diretta che trascende ogni bene comune terrestre.Lantropologia cristiana pensa luomo come dotato di logos, ossia di ragio-ne e linguaggio, e perci teso ad unattivit libera, attento al discernimentotra il bene e il male, aperto verso la trascendenza, uditore della Parola, ecapax Dei. Le posizioni personaliste affermano appunto che nelluomo vi qualcosa di irriducibile alla natura cosmica: luomo non un oggetto delmondo, qualcosa di riconducibile al cosmo, ma un ente dotato di autocom-prensione ed esperienza di s.

3. La nuova antropologia secolare. La concezione tradizionale dellesse-re umano si trovata sfidata negli ultimi decenni in molte maniere, tra cuiqui sottolineo la critica veemente proveniente dallevoluzionismo e dal ridu-zionismo. Sta in effetti mutando limmagine delluomo che viene trasmessanella societ, e che si struttura come nuova antropologia secolare. Questarifiuta lidea di una natura umana comune, e piuttosto ritiene che lessereumano sia una mera costruzione sociale in cui emergono la storicit delleculture, la decostruzione e la relativit delle norme morali, la centralitquasi inappellabile delle scelte individuali. Nel caso della famiglia e dellaprocreazione ci implica che maternit e paternit siano realt costruitesocialmente, che di conseguenza possono ad ogni momento essere libera-mente ridefinite: non vi sarebbe alcuna definizione stabile e naturale dimaternit, paternit, famiglia, dei vari ruoli, ma tutto risulterebbe sfuggen-te, instabile e malleabile.

Terminata in maniera catastrofica la prova totalitaria del XX secolo vl-ta a modif

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