01 Semiologia Della Musica I Parte 2012-2013

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<p>SEMIOLOGIA DELLA MUSICA</p> <p>NICOLA SPIEZIOSTORICO E CRITICO MUSICALE, MUSICOTERAPISTA- Si laurea nel 2005 presso lUniversit degli Studi di Bologna nel corso di laureaD.A.M.S. (Discipline dellArte, della Musica e dello Spettacolo) ad indirizzo musicale. - Nel 2010 si diploma in Musicoterapia alla Scuola Triennale di Musicoterapia Carlo Gesualdo discutendo il Caso Clinico con il Prof. Tony Wigram (professore di Musicoterapia allUniversit di Aalborg, Danimarca, gi Presidente della Federazione Mondiale di Musicoterapia WFMT). Inoltre : - ideatore, fondatore e docente presso la Scuola di Musica Nuova Banda Citt Di Deliceto; - ideatore e Direttore Artistico del Festival Culturale SUONO VIVOMusica &amp; Cultura; - promoter di eventi culturali e di Spettacolo.</p> <p>Viviamo in una realt in cui la tecnologia statrasformando rapidamente lo stile della comunicazione umana che viene mediata in misura crescente da mezzi meccanici ed elettronici. Se ci permette di comunicare a grandi distanze e con un numero esteso di persone, dallaltro non consente tutta la ricchezza e le possibilit offerte dalla</p> <p>comunicazione faccia a faccia.</p> <p>PROGRAMMA DI SEMIOLOGIA DELLA MUSICAPARTE PRIMA1. Definizione di Semiologia 8. La comunicazione</p> <p>2. Origini della Semiologia3. La semiologia della musica 4. La vita come comunicazione 5. Il linguaggio nella comunicazione</p> <p>9. Codice e messaggio10. Significante e significato 11. Segno e simbolo 12. Il GAP significante/significato</p> <p>6. Struttura del linguaggio7. Sistemi di comunicazione</p> <p>COSE LA SEMIOLOGIA?La semiologia (dal termine francese smiologie) una disciplina che studia i segni ed il modo in cui questi formano un senso. Disciplina che riguarda la comunicazione umana in quanto processo basato sulla utilizzazione di SEGNI. Il segno nella sua definizione pi ampia ed astratta qualcosa che</p> <p>sta per qualcosaltro.La semiologia studia la natura dei segni, la loro produzione, trasmissione e interpretazione. Compito della semiologia quello di studiare la vita dei segni in relazione con la vita sociale .</p> <p>La semiotica contemporanea nata fra la fine del XIX sec. e linizio del XX sec. da due diverse tradizioni: la filosofia del linguaggio e la linguistica comparativa.</p> <p>La filosofia del linguaggio, che ha origini molto antiche,</p> <p>si interroga su alcune questioni fondamentali: qual lanatura del linguaggio, a cosa serve, quali sono le sue origini e come interagisce con il pensiero, ecc. Possiamo considerare il Cratilo di Platone come una delle pi antiche opere di filosofia del linguaggio.</p> <p>LA NASCITA DELLA LINGUISTICA COMPARATAFu il primo (insieme al danese Rask) a descrivere coerentemente e rigorosamente le analogie fra il sanscrito (lingua colta usata dalle caste indiane</p> <p>pi elevate) e le lingue europee, ponendo le basiper il riconoscimento del gruppo indoeuropeo. considerato il padre della grammaticaFranz Bopp 1791 1867 Germania</p> <p>comparata.</p> <p>LA SEMIOLOGIA DELLA MUSICAChe la musica sia un linguaggio fuori di dubbio. Quel che invece ancora resta poco chiaro sono i meccanismi che presiedono al suo funzionamento.</p> <p>I problemi sul tavolo sono principalmente due: Il primo riguardalastrattezza del linguaggio musicale, ovvero il fatto che esso non sia, a differenza di quello verbale, mai rappresentativo ma sempre</p> <p>simbolico; Il secondo problema riguarda, invece, la possibilit di farvalere il valore linguistico della musica anche nel caso della musica contemporanea. Latonalit e, soprattutto, la dodecafonia hanno</p> <p>infatti determinato un innegabile scollamento tra la creazionemusicale e la volont dellautore di esprimere (e la capacit dellascoltatore di cogliere) un significato.</p> <p>Per risolvere questi ed altri problemi entra in gioco una disciplina estremamente giovane: la semiologia musicale. Essa ha come obiettivo lindividuazione delle regole che rendono possibile il funzionamento della musica come linguaggio, consentendo di comprendere come sia possibile allascoltatore di comprendere la musica, cogliendo il suo significato. La difficolt di questa operazione sta nel fatto che il messaggio musicale pu essere compreso solo nellanalisi complessiva della</p> <p>composizione musicale.</p> <p>Il linguista ginevrino Ferdinand De Saussure nel suo corso di linguistica (1916) studia il segno linguistico come una correlazione di due piani: - significato -significante Al primo corrisponde un concetto ed al secondo unimmagine acustica. Il segno, per De Saussure, unisce unimmagine acustica cio il significante, a un concetto che il significato. ESEMPIO: la parola scritta o pronunciata albero il significante, mentre lalbero in s il significato. Il significato risiede fuori dalla lingua, il significante invece si trova allinterno.</p> <p>Possono diventare oggetto di studio semiologico tutti quei sistemi disegni/segnali fortemente codificati e che nella vita sociale rivestono una chiara funzione comunicativa. Le forme della comunicazione sono: Verbale Non verbale. Queste due forme della comunicazione si differenziano per un duplice ordine di fattori: Gli strumenti impiegati (il linguaggio);</p> <p> La struttura del linguaggio.</p> <p>LA VITA COME COMUNICAZIONEI processi vitali avvengono sulla base di uno scambio costante fra</p> <p>lorganismo vivente e lambiente esterno.Lorganismo realizza questo scambio attraverso: lassunzione di sostanze dallambiente;</p> <p>la loro trasformazione;la loro restituzione, in altra forma, allambiente da cui provengono. Questo processo prende il nome di metabolismo.</p> <p>Analogamente a ci che avviene sul piano corporeo, anche la vita psichica</p> <p>si sviluppa sulla base di uno scambio continuo tra individuo e ambiente.In questo caso si parla di un METABOLISMO PSICHICO.</p> <p>In questo processo psichico il materiale da metabolizzare dato daifenomeni dellambiente (esterno ed interno allorganismo umano). Essi, attraverso la stimolazione sensoriale, si traducono in impulsi che</p> <p>attivano a vari livelli il sistema nervoso.Lelaborazione di questi impulsi produce una serie di risposte a livello vegetativo, percettivo, affettivo, cognitivo, motorio.</p> <p>La ricaduta nel contesto ambientale delle manifestazioni espressive rendecompiuto il ciclo del metabolismo psichico in cui si sostanzia la comunicazione.</p> <p>Questo continuo scambio energetico con lambiente una necessit biologica per lindividuo. Senza la comunicazione non pu esserci vita.</p> <p>LA VITA COMUNICAZIONE.Pertanto la qualit della vita strettamente legata alla qualit della comunicazione.</p> <p>Una condizione di salute, di benessere psichico determinata da un equilibrato metabolismo psichico che porta alla soddisfazione dei bisogni individuali, ad una adeguata realizzazione di s, in forme congrue rispetto al contesto. Una condizione di malattia, di disagio, di sofferenza</p> <p>psichica si ricollega alla presenza di squilibri cheimpediscono un corretto metabolismo psichico. Agganciandosi a queste premesse, la musicoterapia pu essere inquadrata come scienza e tecnica dintervento che si occupa dei problemi dellespressione e della comunicazione.</p> <p>IL LINGUAGGIO NELLA COMUNICAZIONEComunicazione verbale Comunicazione NON verbale</p> <p>PAROLA(segno convenzionale arbitrariamente legato alloggetto)</p> <p>Espressione corporea : mimica,gestualit, sguardo, postura, prossemica, movimento.</p> <p>Espressione sonora : vocale,corporea, strumentale; timbro, intensit, altezza, tempo ecc.</p> <p>Espressione figurativa : grafica,pittorica, fotografica, plastica, ecc.</p> <p>STRUTTURA DEL LINGUAGGIONella Comunicazione verbale Nella comunicazione NON verbale</p> <p>L u s o d e l l a p a r o l a determina nella comunicazione una struttura logica cio fondata sul rispetto di un codice linguistico.</p> <p>Fra i segni impiegati e loggetto rappre sentato possibile individuare forme di affinit, somiglianza, analogia; ci definisce la struttura analogica della comunicazione.</p> <p>SISTEMI DI COMUNICAZIONEQualunque cosa comunicazione : infatti, P.Watzlawick in scienze della comunicazione, ha fatto la distinzione tra comunicazione analogica e digitale</p> <p>DIGITALE</p> <p>ANALOGICO</p> <p>Il termine digitale indica ci che idoneo a rappresentare dati in forma numerica o di lettere alfabetiche.</p> <p>Indica un sistema in cui in qualche modo i segni diversi da lettere e numeri richiamano gli oggetti rappresentati.</p> <p>La comunicazione non verbale o analogica non solo fa parte del nostro patrimonio ancestrale, che ci portiamo dentro ed radicata nel nostro inconscio, ma fa parte anche della nostra vita quotidiana.</p> <p>La comunicazione non verbale o analogica una forma</p> <p>comunicazionale molto pi legata al nostro inconscio mentre, lacomunicazione verbale o digitale pi legata alla nostra coscienza.</p> <p>Viene definita analogica quel tipo di comunicazione che si basa suuna similitudine tra loggetto e ci che si usa per rappresentarlo. Si pu affermare che la comunicazione analogica tutto ci che comunicazione non-verbale. Allopposto, invece, troviamo la comunicazione digitale che usa una serie di segni convenzionali, non esiste nessuna relazione fra la parola e la cosa rappresentata.</p> <p>P.Watzlawick nella Pragmatica della comunicazioneumana (1967) afferma che:</p> <p> E' impossibile non comunicare, ogni comportamento comunicazione, si invia un messaggio agli altri, che lo si voglia oppure no. Nella comunicazione si apre la relazione, ovvero la relazione con l'altro gi implicita nella stessa esistenza umana.</p> <p>Sempre Watzslawick, allinterno di ogni comunicazione, di ogni interazione fra due o pi soggetti, accanto ad una trasmissione di informazioni (il contenuto di un messaggio), si ha parallelamente un secondo livello di comunicazione concernente la qualit della relazione tra i comunicanti e di riflesso la sfera del loro</p> <p>comportamento .La struttura logica favorisce la trasmissione del contenuto, dellinformazione e si avvale prioritariamente del sistema digitale, mentre gli aspetti concernenti la natura e la qualit della relazione in atto nonch la sfera comportamentale vengono veicolati meglio da una struttura di tipo analogico.</p> <p>LA COMUNICAZIONEIn linguistica (la branca della semiologia che studia il linguaggio verbale) per comunicazione si intende la trasmissione di informazioni mediante messaggi da un emittente ad un ricevente. Elementi della comunicazione Per R. Jacobson una ideale situazione di comunicazione caratterizzata da : Un emittente (o fonte del messaggio); Un ricevente ( o destinatario); Un codice mediante cui il messaggio codificato (dallemittente) e decodificato (dal ricevente); Un canale (come mezzo o supporto fisico di trasmissione del messaggio);</p> <p>Un contesto;Un contatto tra emittente e ricevente.</p> <p>Jakobson (1960) in relazione ad ognuno di questi sei fattori</p> <p>insopprimibili della comunicazione, sulla scia del modellostrumentale di Bhler (1933), individua sei funzioni della lingua. Alla base del modello bhleriano c lassunto che il segno linguistico sia un mezzo (uno strumento) con il quale un soggetto esprime la propria interiorit ad un altro soggetto in relazione a oggetti e stati di cose (referente) Il segno linguistico si rapporta a ognuna di queste tre coordinate: mittente destinatario</p> <p> referente</p> <p>Nel correlarsi a questi tre fattori, il segno linguistico ha</p> <p>una natura triadica. Esso : un sintomo in relazione al mittente, di cui esprime</p> <p>linteriorit, latteggiamento, i gusti, lidentit; un segnale in relazione al destinatario, cui il mittente si appella, tramite il vocativo o limperativo; un simbolo in relazione al suo riferimento a oggetti e stati di cose, cio al mondo referenziale di cui si parla.</p> <p>Il segno linguistico ha dunque tre funzioni in correlazione</p> <p>alle tre coordinate: la funzione di notifica, in relazione al mittente</p> <p>(segno sintomo) la funzione di richiamo, in relazione al destinatario (segno segnale) la funzione rappresentativa, in relazione ai referenti (segno simbolo)</p> <p>Jakobson rivisita e amplia il modello bhleriano aggiungendo le altre tre coordinate fondamentali dellevento linguistico: messaggio codice canale</p> <p>Lemittente invia un messaggio al destinatario. Per essere</p> <p>operante, il messaggio richiede in primo luogo il riferimento a uncontesto (ilreferente, secondo unaltra terminologia abbastanza ambigua) afferrabile dal destinatario verbale o suscettibile di</p> <p>verbalizzazione; in secondo luogo il messaggio esige un codiceinteramente o almeno parzialmente comune a emittente e destinatario (o,in altri termini, al codificatore e al decodificatore del messaggio); infine necessita di un contatto, un canale fisico e una connessione psicologica fra il mittente e il destinatario, che consenta loro di stabilire e di mantenere la comunicazione (Jakobson,1963, pp. 213-4).</p> <p>Le due parole chiave, qui, sono codice e comunicazione, perchci che consente lesistenza di questultima appunto il codice comune ai due, mittente e destinatario (ladifferenza di codice viene</p> <p>ammessa solo come eccezione).Per Jakobson tale schema essenziale dal punto di vista epistemologico perch per mezzo di esso viene giustificato lapproccio strutturalista al linguaggio e alla poesia: se non sussistono discrepanze tra emittente e ricettore lanalisi semiologica dei sistemi di comunicazione pu essere ricondotta allo studio delle strutture immanenti della lingua e dei testi.</p> <p> in relazione al messaggio, il segno focalizzato</p> <p>sullaspetto formale, sulla costruzione, sulla strutturadel messaggio</p> <p> in relazione al codice, il segno verifica la condivisionedello stesso sistema linguistico dal punto di vista fonetico, semantico, lessicale e morfosintattico in relazione al canale, il segno verifica se il canale della comunicazione aperto</p> <p>Il segno linguistico si amplia dunque di altre tre funzioniin riferimento a queste tre nuove coordinate. Le prime tre delle sei funzioni del modello jakobsoniano corrispondono alle funzioni individuate da Bhler</p> <p> Funzione emotiva (di notifica), correlata al mittente</p> <p> Funzione conativa (di richiamo), correlata aldestinatario</p> <p> Funzione referenziale (rappresentativa) correlata aireferenti</p> <p> Funzione poetica, correlata al messaggio Funzione metalinguistica, correlata al codice</p> <p> Funzione ftica, correlata al canale</p> <p> sullespressione dellemotivit (le interiezioni ingenere, aiuto!! beeello!!): funzione emotiva sul richiamo (bene! ciao! ehi! gli ordini in genere: taci!</p> <p>forza! su!): funzione conativa sul contatto comunicativo (pronto! sei ancora l? s ci sono!): funzione ftica sul metalinguaggio (voglio dire questo, questa parola vuol dire ...): funzione metalinguistica sulla forma espressiva (la costruzione del messaggio in s): funzione poetica</p> <p> Le sei funzioni del segno linguistico sono le</p> <p>funzioni svolte dalla lingua nelleventocomunicativo.</p> <p> Queste sei funzioni sono compresenti ma non inugual misura. La focalizzazione del messaggio su luna o laltra coordinata dellevento determiner la funzione prevalente di ogni scambio comunicativo.</p> <p>In quasi tutti i messaggi la funzione prevalente quella referenziale in quanto sono i contenuti</p> <p>del di...</p>